Titolo

BIOSTIMOLAZIONE VULVO-VAGINALE CON ACIDI IALURONICI TERMICAMENTE STABILIZZATI NELLE PATOLOGIE VESTIBULARI

Autori

  1. Garavaglia, C. Sala, A. Tateo

TBClinic, Piazza Caiazzo 1, Milano

Abstract

I disturbi vestibulari, classificati nell'ambito della sindrome genitourinaria, chiamata anche atrofia vulvo-vaginale, affliggono più del 20% delle donne in età fertile e fino al 60% delle donne in post-menopausa.

Possono essere secondari a ipoestrogenismo in menopausa naturale o chirugica, radiante o chemioterapica, o durante trattamento con inibitori delle aromatasi, dopo il parto o durante l'allattamento o ancora secondaria a trattamento estro-progestico protratto.  Altre frequenti cause sono le infezioni vulvo-vaginali recidivanti o le vestibuliti. In ogni caso la sintomatologia è caratterizzata da dolore spontaneo e ai rapporti, prurito e secchezza vaginale, particolarrnente concentrata nella commessura posteriore vulvare. All'esame istologico, le maggior alterazioni si descrivono a livello dermico, dove la componente fibroblastica risulta quiesciente e la matrice extracellulare ridotta e disidratata, inversione del rapporto tra il collagene di tipo I e III, con perdita della loro deposizione trabecolare, riduzione delle fibre elastiche e della vascolarizzazione, assottigliamento ed appiattimento dell'epitelio.

In questo contesto stiamo valutando, mediante l’utilizzo di 3 questionari validati, l’efficacia dei complessi di acidi ialuronici stabilizzati nel miglioramento della qualità di vita di pazienti con disturbi vestibulari.

Durante il congresso verranno presentati i risultati preliminari dello studio.

Keywords: biostimolazione con acido ialuronico; atrofia vginale; sindrome genito-urinaria

 

 

PROTOCOLLI DI MEDICINA FISIOLOGICA PER LA GINECOLOGIA ESTETICA E FUNZIONALE

 

Di recente è stato aperto un nuovo spazio nella medicina estetica con il miglioramento estetico dei genitali.

Si propongono i protocolli medici che consentono:

  • • la rigenerazione vaginale, per normalizzare la lubrificazione della mucosa e migliorare l'orgasmo
  • • la riduzione delle piccole labbra nei casi di ipertrofia delle stesse
  • • l'aumento delle labbra grandi con riduzione del meato vaginale
  • • lo sbiancamento ano-vaginale
  • • la riduzione del Monte di Venere

Titolo: PRIMO APPROCCIO ALL’USO DI UNA CORRENTE A 448 KHZ NEL RINGIOVANIMENTO VAGINALE.

Autore/i: M.I. Corral-Baqués1, J. Calleja2

Qualifiche e/o istituzioni: (1) MD, PhD su Basic Science. Consigliere Medico presso INDIBA, S.A. (Barcelona, Spain); (2) Ginecologo, PhD, Professore presso International University Menéndez- Pelayo,Direttore di Bmum (Madrid. Spain).

Abstract

Introduzione.

Negli ultimi anni, il ringiovanimento vaginale sta diventando una richiesta importante da parte di una crescente popolazione femminile. L’intervento chirurgico viene realizzato da molti anni, tuttavia recentemente sono state introdotte modalità di trattamento meno aggressive a causa del minor rischio di effetti collaterali e ad un recupero più rapido dopo l’intervento. Fra i trattamenti più diffusi per migliorare la lassità della vulva, esistono diversi tipi di laser e, più recentemente, anche differenti modalità di RF.

A differenza del laser, il fototipo della pelle non rappresenta un limite per la radiofrequenza. Oltre ad aver dimostrato la sua efficacia nel trattamento della superficie epidermica, del viso e di altre parti del corpo, la RF è ancor più efficace nei tessuti normalmente umidi e ben idratati, come la vagina e i suoi annessi. È un trattamento non-invasivo e non richiede un tempo di sbiancamento.

È noto che RF ha un effetto biomodulatore su diversi tessuti, stimolando la neocolloagenesi, l’angiogenesi e promuovendo la proliferazione di fibroblasti. Dall’altra parte è noto che la RF non-ablativa aumenta i livelli di collagene del derma. Diversi lavori hanno dimostrato che la RF stimola la produzione di collagene dalla matrice dermica di interesse nelle applicazioni di ringiovanimento viso e in diverse applicazioni dermoestetiche.

Una delle radiofrequenze più conosciute in medicina estetica e chirurgia plastica è la radiofrequenza monopolare capacitiva e resistiva che lavora a 448 kHz. Questa tecnologia fornisce un’attività biostimolante, un’attivazione del metabolismo cellulare, in virtù di meccanismi termici e subtermici che giustificano la sua attività anti-infiammatoria, antiedematosa nonchè uno stimolo del processo di guarigione, attraverso la sua azione di promozione della neolollagenesi e neoangiogenesi a livello dermale.

Non sono stati forniti riferimenti precedenti relativi a radiofrequenze a 448 kHz in ginecologia estetica. Sulla base di risultati preliminari, viene proposto uno studio pilota per convalidare la sua efficacia e sicurezza nel trattamento della lassità vaginale senza (scopo primario) o con (scopo secondario) intervento chirurgico.

Materiali & metodi

Pazienti per il ringiovanimento vaginale, con o senza labioplastica. Radiofrequenza a 448 kHz applicata mediante un elettrodo intracavitario. I pazienti sottoposti ad intervento chirurgico hanno ricevuto anche una seduta di trattamento preoperatoria. Tutti i pazienti hanno ricevuto 3 sedute dopo il trattamento (a intervalli di 30 giorni); per analizzare l’evoluzione dell’infiammazione e la lassità dell’epidermide sono state applicate la valutazione delle immagini e l’istologia.

Risultati.

Sono stati riportati un miglioramento significativo della lassità cutanea e degli effetti anti-infiammatori. I pazienti trattati con laser e corrente a 448 kHz hanno mostrato un discreto ispessimento dell’epidermide e un aumento delle cellule superficiali. Il trattamento è stato molto ben tollerato in tutti i casi.

Conclusioni.

I primi risultati degli effetti di una corrente a 448 kHz sul ringiovanimento vaginale con e senza chirurgia sono molto incoraggianti in relazione agli effetti anti-infiammatori e rassodanti.

CONFRONTO TRA PROTOCOLLI:  MICROFAT  A SEDUTA SINGOLA VS PROTOCOLLO INTEGRATO DI LIPOFILLING CON BIORISTRUTTURAZIONI MENSILI   NEL RIPRISTINO DEI VOLUMI DELLA VULVA

Obiettivo: Confrontare l’efficacia e la soddisfazione del paziente riguardo a due diversi protocolli di esecuzione del lipofilling mini-invasivo (microfat) sulla vulva. Un gruppo è stato sottoposto nel corso di 12 mesi a una singola seduta di microfat, mentre un secondo gruppo è stato sottoposto ad una seconda seduta ad almeno 3 mesi di distanza dalla prima, eseguendo inoltre sedute mensili di bioristrutturazione vulvare.

Materiali e Metodi: tra il 1/1/2014 ed il 30/11/2016 sono stati trattati per il ripristino dei volumi della vulva 23 pazienti: 12 di essi sono stati trattati con una singola seduta di lipofilling in anestesia locale; i restanti 13 con 2 sedute di lipofilling, distanziate tra loro di almeno 3 mesi, eseguendo ogni mese una seduta di bioristrutturazione facciale. Per entrambi i gruppi il lipofilling è stato eseguito tramite un sistema chiuso di nuova concezione, dotato di cannula brevettata. Le aree facciali trattate nelle sedute di lipofilling sono state le tempie, le occhiaie, i solchi lacrimali, l’area malare, i solchi nasogenieni, le guance, le labbra ed il mento. Le sedute di bioristrutturazione sono state eseguite utilizzando per ciascuna seduta 2,5 cc di un mix di amminoacidi liofilizzati e sodio jaluronato. I pz sono stati valutati con fotografie standard ed ecografie prima del trattamento e dopo 4 settimane, 3 , 6 e 12 mesi. Ai pz è stato chiesto di esprimere il loro grado di soddisfazione riguardo al trattamento tramite un semplice questionario.

Risultati: Il gruppo di pazienti del protocollo a sessioni di lipofilling multiple associate a bioristrutturazione mostra  un significativo maggiore grado di soddisfazione, in particolare dopo i 6 mesi dalla prima sessione di lipofilling (86% contro 42%). Gli esami fotografici ed ecografici hanno parimenti testimoniato una correzione maggiore e soprattutto più stabile nel medio-lungo termine dei difetti volumetrici della vulva . 

Dove siamo

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