Dott. Fabrizio Melfa, medico estetico – docente al Master di Medicina Estetica e del Benessere – Univ Pavia

 

TITOLO RELAZIONE:

CRIOLIPOSCULTURA CON TECNOLOGIA A VUOTO ATTIVO E CONTEMPORANEA STIMOLAZIONE DEL MICROCIRCOLO NELLA RIARMONIZZAZIONE CORPOREA. STUDIO COMPARATIVO SU 40 PAZIENTI DIVISI IN 2 COORTI

Cryolipulture with active vacuum technology and simultaneous microcirculation stimulation in body re-harmonization. Comparative study of 40 patients divided into 2 cohorts

INTRODUZIONE

Che cosa è la cellulite? La Cellulite è una sindrome molto diffusa. E’ così prevalente che molti studi sono stati fatti e pubblicati per capire se deve essere intesa come una patologia oppure da non poterla considerare una malattia, proprio perché è così comune.

E’ molto difficile definire qualcosa che non è considerato patologico, ma a mio avviso se qualcosa influisce sulla qualità della vita, diventa patologico. 

Sappiamo che la genesi della cosiddetta “cellulite” è legata a fattori causali, ormonali, genetici, circolatori e linfatici, di predisposizione e legati allo stile di vita. Comunque una caratteristica comune a tutti i pazienti è legata alla presenza di un maggiore accumulo di adiposità localizzata e di aumento del peso corporeo.

Durante l’ultimo anno la Crioliposcultura, nel mio personale protocollo, ha assunto un ruolo di assoluta protagonista nei trattamenti proposti per il miglioramento della cellulite.

 

OBIETTIVI:

Lo studio presentato si è posto l’obiettivo di dimostrare la valenza clinica e scientifica della crioliposcultura nel trattamento di varie zone corporee, utilizzando una popolazione mista  divisa in due coorti. Una coorte dove sono stati valutati i risultati sulla cellulite in pazienti trattati solamente con dieta ipocalorica e stimolati a far attività fisica e una seconda coorte di pazienti similari a cui è stato proposto ed effettuato un protocollo di riarmonizzazione corporea con crioliposcultura con tecnologia a vuoto attivo e contemporanea stimolazione del microcircolo.

 

MATERIALI E METODI

Per portare a termine questo studio sono stati valutati un certo numero di pazienti (40 a ottobre 2017) e suddivisi in 2 coorti. Tutti questi pazienti sono stati valutati nella stessa identica maniera con elaborazione di una cartella clinica, antropoplicometria, ecografia del pannicolo adiposo, esami ematochimici di controllo, effettuate delle fotografie pre e post periodo di valutazione.

E’ stata utilizzata una tecnolgia di Crioliposcultura specifica da un punto di vista tecnico-ingegneristico che presenta: a) una esclusiva tecnologia a vuoto attivo (aspirazione attiva che provoca lo scollamento dei tessuti e modifica la resistenza e l’elasticità del tessuto connettivo mantenendo in mobilità i tessuti e stimolando il microcircolo); b) la possibilità di monitorare costantemente la temperatura raggiunta sulla pelle riportando il dato su monitor, garantendo protocolli sicuri e riproducibili. c) capace di stimolare degli scambi ionico intra e extracellulare, consentendo la corretta funzionalità delle cellule e contribuendo all’eliminazione dell’effetto “blocco di ghiaccio” nella porzione di tessuto trattato.

Le due coorti, ognuna composta da 20 soggetti, sono state distinte fra coloro che hanno effettuato solamente una dieta ipocalorica bilanciata e una seconda coorte a cui è stato aggiunto un protocollo di riarmonizzazione corporea con criliposcultura.

Sono state fatte valutazioni a T0 a T1 dopo 6 settimane dall’inizio del programma terapeutico.

Tutti i dati grezzi rilevati sono stati elaborati e prodotti dei grafici statisticamente rilevanti.

 

 

RISULTATI

Lo studio presentato è relativo alla valutazione fatta su oltre 40 pazienti divisi in due coorti.

La coorte di 20 pazienti trattati sia con dieta ipocalorica bilanciata e crioliposcultura ha registrato dei risultati nettamente più significativi rispetto alla coorte similare.

Sono state messe in evidenza dei dati di miglioramento statisticamente rilevanti in riferimento alle zone trattate con crioliposcultura. Inoltre è stato evidenziato un dato inaspettato, relativo ad una maggiore aderenza al regime alimentare proposto, sia durante tutto il periodo della valutazione che nel periodo post-valutazione.

Altro dato importante, a nostro avviso fondamentale, è legato al risultato qualitativo, oltre che quantitativo, del miglioramento delle adiposità localizzate e cellulite trattate, con un netto miglioramento della tonicità dermo-epidermica e del tessuto circostante della zona trattata evidenziato sia dalla documentazione fotografica che dalla valutazione soggettiva dei pazienti stessi trattati.

 

 

 

 

CONCLUSIONI

Dai dati clinici e statistici si ritiene importantissima e ormai essenziale l’utilizzo della crioliposcultura presso gli ambulatori medici che si occupano di riarmonizzazione corporea, sia per i risultati che essa da sola determina nelle zone trattate anche solo dopo una sola seduta e dopo un periodo di 6 settimane, che per il miglioramento che essa determina su tutta l’area corporea interessata dal trattamento. Ma vogliamo anche porre l’attenzione ai risultati ottenuti circa la maggiore aderenza e capacità di gestione del programma alimentare controllato, da parte dei pazienti sottoposti alla crioliposcultura rispetto ai pazienti della coorte che hanno eseguito solamente il programma dietologico alimentare.

 

 

KEYWORDS

Crioliposcultura, riarmonizzazione corporea

 

 

 

 

 

L'EFFETTO DEL TRATTAMENTO CON CARBOSSITERAPIA NEL LIPOFILLING: STUDIO SPERIMENTALE

 

Abstract

Introduzione: in base alle esperienze cliniche e sperimentali maturate in 20 aa di studi eseguiti presso l’u.o. di Chirurgia Plastica dell’Università di Siena è stato deciso di eseguire uno studio sperimentale, sull’impiego della carbossiterapia nel lipofilling. L’obiettivo è stato quello di verificare l’effetto del trattamento con carbossiterapia nella sopravvivenza del tessuto adiposo in topi nudi immunosoppressi. Sono stati valutati il le variazioni del volume e della qualità del tessuto adiposo eseguendo un analisi istopatologica e mediante risonanza magnetica nucleare

Materiale e metodi:0,5ml di tessuto adiposo sono stati trapiantati in topi nudi femmine immunosoppresse pretrattate con carbossiterapia tre volte alla settimana per un totale di 7 settimane. L’analisi del tessuto adiposo è stata misurata in vivo e quindi con esame istologico

Risultati: Nei gruppo trattato con carbossiterapia si è riscontrata una riduzione della presenza di fenomeni infiammatori e, nel contempo una migliore sopravvivenza e qualità del tessuto adiposo impiantato

Conclusioni: il trattamento con carbossiterapia ha ridotto la risposta infiammatoria del tessuto sottoposto ad impianto di grasso. Tale dato ci induce a ritenere che la carbossiterapia può rappresentare, insieme ad una sua già verificata efficacia nell’antiaging, un utile complemento nel caso di ricorso, per motivi sia estetici che ricostruttivi al lipofilling

INTERAZIONE TRA CRIOLIPOLISI, CARBOSSITERAPIA E LIPOSUZIONE VANTAGGI DELL’USO COMBINATO DELLE METODICHE.

INTRODUZIONE

I risultati dell’intervento di liposuzione e liposcultura non sono da considerarsi legati  alla sola procedura chirurgica ma necessitano di un follow-up e di trattamenti medico  estetici e fisioterapici, al fine di rendere omogenea la cute senza retrazione e/o avvallamenti cutanei. Inoltre una possibile complicanza, soprattutto in casi di liposuzioni voluminose, è il residuare di piccole raccolte adipose, che spesso necessitano di revisioni nel tempo.

Negli ultimi anni la tecnologia ha cercato ridurre l’aggressività e l’invasività nei trattamenti delle adiposità localizzate e una delle metodiche più in auge in quest’ultimo periodo è sicuramente rappresentato dalla criolipolisi, metodica che permette, in casi ben selezionati, la riduzione, nell’area trattata, di oltre il  20% del grasso sottocutaneo per ogni sessione.

Obiettivo di questo nostro lavoro è stato quello di valutare l’efficacia della crioterapia per il trattamento di piccole adiposità localizzate, residuate dopo liposculture di grandi aree; nei casi in cui le aree da trattare  presentavano  una elevata componente fibro-sclerotica, si sono fatte  precedere al trattamento  alcune sessioni di carbossiterapia (CDT).

Materiali e Metodi

I pazienti sottoposti a liposuzione dell’area trocanterica, del ginocchio e dei fianchi, a distanza di 3 settimane dal trattamento chirurgico, venivano inseriti in un protocollo di riabilitazione con sedute settimanali di fisokinesiterapia e CDT per 4 settimane. A distanza di tre mesi dall’intervento, in caso di raccolte localizzate, si procedeva ad una sessione di crioterapia seguita da ulteriori trattamenti con CDT a cadenza settimanale per altre 4 settimane.

Il gruppo di pazienti con adiposità residua venivano sottoposti a valutazione ecografica, adipometria e studio fotografico.

I pazienti venivano sottoposti a crioterapia in un’unica sessione per 55 minuti, con vacum a 30 mmHg e con l’ausilio di micro correnti ad alta frequenza, seguite da 4 sessioni di CDT a flusso di 80 cc/min con 200 cc di flusso totale.

Risultati

Dal gennaio 2017 ad aprile  2018 sono stati trattati, per adiposità residua, 7 pazienti. Le aree in cui era residuato del grasso erano in 2 casi a carico del ginocchio, in 3 casi in area trocanterica, in un caso ad un fianco e in uno in area dorsale. In tutti i casi, a distanza di 2 mesi, abbiamo avuto la completa risoluzione del problema, fatta eccezione per il paziente con grasso residuo al fianco dove abbiamo proceduto ad una seconda sessione di Crioterapia con risoluzione del problema dopo ulteriori 60 giorni.

Conclusioni

Nella chirurgia estetica, oggigiorno è impossibile non prendere in considerazione l’impiego di presidi di medicina estetica per ottenere risultati sempre più soddisfacenti per il paziente e per il chirurgo.

Riteniamo che l’uso della crioterapia sia una procedura priva di effetti collaterali e/o complicanze importanti e che può essere impiegata, in casi selezionati, in sostituzione della liposuzione e in ausilio a liposuzioni non perfettamente riuscite.

 

TITOLO RELAZIONE:

APPLICAZIONE DELL'OSSIGENO OZONO TERAPIA IN MEDICINA ESTETICA: CELLULITE, CAPILLARI E VISO

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L’obiettivo è dimostrare l’efficacia del trattamento con l’ossigeno ozono terapia sia per problemi di cellulite, capillari e per la rivitalizzazione del viso

 

MATERIALI E METODI

 

Trattamento Cellulite

300cc suddivisi a 10 cc per punto con concentrazioni varie

 

Trattamento Capillari

Viene utilizzata un apposita apparecchiatura chiamata flash ozone la quale libera i vasi facendo un azione airblock sui capillari, a questo punto avviene una diatermocoagulazione

 

Rivitalizzazione del viso

Si fanno micro iniezioni in viso a base di 02 03 a bassa concentrazione,  questo aiuta il micro circolo e di collagene autologo e dando elasticità ai tessuti

RISULTATI

I risultati hanno portato l’evidenza di un riscontro positivo su tutti i pazienti sottoposti a ossigeno ozono terapia.

L’ossigeno ozono terapia è da considerare il trattamento primario per debellare la lipodistrofia (cellulite) grazie ai seguenti esclusivi meccanismi d’azione:

  • Scinde gli acidi grassi nel doppio legame di carbonio riducendo le catene e rendendole idrofile
  • Si lega alla membrana dei globuli rossi e li rende più elastici
  • È idrofobo, perciò elimina l’edema

L’ossigeno ozono sul viso collo e decolletè ridà tono, aiuta il microcircolo e di conseguenza le cellule si rigenerano andando a mantenere tono ed elasticità della pelle, che si rivela cosi sempre più giovane e luminosa.

L’innovativo trattamento dei capillari si basa sull’utilizzo del gas Ossigeno Ozono abbinato a micro correnti ciò per svuotare il vaso e a vaso libero applicare una micro corrente locale che impedisca il ritorno sanguigno, il vaso viene liberato e si mantiene libero.

CONCLUSIONI

L'Ozono scinde gli acidi grassi nel doppio legame di carbonio riducendo le catene e rendendole idrofile.

L'Ozono si lega alla membrana dei globuli rossi e li rende più elastici.

L 'Ozono è idrofobo, perciò elimina l'edema

L’Ozono rida tono e elasticità alla pelle che si rivela cosi sempre più giovane e luminosa

KEYWORDS

Ossigeno Ozono Terapia, Cellulite, Capillari, Rivitalizzazione, Trattamento, Tonicità, Elasticità, Luminosità

 

L’UTILIZZO DEL SODIO DESOSSICOLATO PER IL TRATTAMENTO DELL’ADIPOSITÀ SOTTO MENTONIERA: TIPS AND TRICKS

Introduzione: Nel Maggio 2017 è stato introdotto in Italia, per la prima volta al mondo, un farmaco a base di sodio desossicolato (DC) specificatamente indicato per il trattamento dell’adiposità sotto mentoniera. Questo farmaco ha dato sin da subito ottimi risultati, tuttavia ha presentato diverse problematiche legate al dolore patito dal paziente durante le infiltrazioni nonché il discomfort legato ad infiltrazioni seriate ogni 4-6 settimane. L’autore mostra come ridurre al minimo le problematiche legate all’utilizzo di questo farmaco.

Materiali e metodi: Dal Maggio 2017 al Maggio 2018 sono stati trattati 18 pazienti per la risoluzione dell’adiposità sotto mentoniera. In tutti i casi, per ridurre il dolore durante le infiltrazioni, è stata aggiunta una quantità di 0,5 mL di lidocaine al 2% ogni 2 mL di DC e per ogni sito d’infiltrazione sono stati infiltrati 0,25 mL del mix DC-lidocaina. Eventuali sedute aggiuntive dopo la prima sono state effettuate ad una distanza minima di 3 mesi

Risultati: In tutti casi c’è stato un elevato grado di soddisfazione da parte dei pazienti per il risultato raggiunto. I pazienti, grazie al mix DC-lidocaina, hanno affermato in tutti i casi che la procedura fosse poco fastidiosa e nel 90% dei casi è stata effettuata una singola seduta per raggiungere il risultato desiderato.

Conclusioni: L’aggiunta di lidocaina al DC si è dimostrata in grado di ridurre il discomfort durante le infiltrazioni effettuate per la riduzione dell’adiposità sotto mentoniera, inoltre una maggiore attesa, di almeno 3 mesi, per la valutazione dei risultati raggiunti ha permesso di ridurre al minimo il numero di sedute da effettuare.

GLI ADIPOCITI: CELLULE IN PERENNE DIVENIRE

F.G. Albergati*, A. Massirone **

La differenziazione degli adipociti è un processo altamente e costantemente controllato ed oggetto di numerosissimi studi negli ultimi 25 anni. Ad oggi sono disponibili diverse linee cellulari tra cui anche quella degli stessi pre-adipociti già impegnati nel “lignaggio” delle cellule mature e delle staminali totipotenti, a loro volta capaci di impegnarsi in linee evolutive diverse tra cui quella ossea e quella muscolare. Diversi eventi possono contribuire all’impegno di “discendenza” degli adipociti da parte di una cellula staminale mesenchimale, compreso il coordinamento  di una rete complessa di fattori di trascrizione, di co-fattori e di segnali intermedi di numerosi processi biochimici. Le nuove cellule derivano costantemente da una popolazione pre-esistente di cellule progenitrici indifferenziate oppure attraverso la de-differenziazione degli adipociti a pre-adipocit maturi. Le accuratissime analisi dei diversi turn-over hanno riproducibilmente riportato che gli adipociti rappresentano una popolazione ad altissima dinamica regolamentata. Di fatto, l’adipogenesi rappresenta un processo di più fasi tra loro intimamente interconnesse che coinvolge una vera e propria cascata di fattori di trascrizione associata anche alla espressione genica di controllo delle proteine dello stesso ciclo cellulare: negli ultimissimi anni numerosi studi hanno chiarito i diversi regolatori “favorenti” od “inibenti” questa complicatissima rete. Tra questi, di estremo interesse sembrerebbero essere rappresentati numerosi fattori pro-infiammatori: oggi si concorderebbe sul fatto che l’infiammazione degli adipociti rappresenti uno dei meccanismi cardine nello sviluppo della insulino-resistenza nell’obesità, e che sia scatenata dal precoce e spesso drammatico incremento dell’immunità “innata” di alcune popolazioni cellulari come ad es. i macrofagi. Diversi studi nel ratto e nell’obesità umana hanno anche messo in luce un netto incremento delle sottoclassi delle cosiddette ATL (adipose-T-lymphocytes) del grasso viscerale come evento di primaria “apertura” dell’infiammazione e dello sviluppo della insufficienza renale. Peraltro, altri studi suggeriscono l’esistenza di un ruolo del CD8T, mentre altri ancora evidenziano quello delle cellule TH1CD4. Le cellule T regolatorie (T-REG) possono svolgere un ruolo attivo e critico nella modulazione dei livelli di infiammazione del tessuto tramite le loro interazioni con i diversi componenti dello stesso sistema immunitario. Se tali dati verranno confermati, saremmo pertanto di fronte ad uno scenario completamente diverso da quello finora ritenuto plausibile, e che considera- va l’evoluzione adipocitaria come un processo di modesto interesse speculativo poiché “… si tratta semplicemente di grasso”.

“TRATTAMENTO DELLE ADIPOSITÀ LOCALIZZATE MEDIANTE IMPIEGO DI UN SISTEMA A SCANNERIZZAZIONE DI ULTRASUONI MACROFOCA LIZZATI”.

 

 

INTRODUZIONE, OBIETTIVI, SCOPO DELLO STUDIO

Viene presentata, per la riduzione delle adiposità localizzate di addome, fianchi ed altre zone del corpo, una metodica che sfrutta l’uso degli ultrasuoni macrofocaliz zati scannerizzati. Per lo stesso scopo, esistono altre procedure meno invasive di quella chirurgica che fanno ricorso ai laser in fibra, alle radiofrequenze o agli ultrasuoni tramite cannula. Per quei Pazienti che non intendono sottoporsi nemmeno a queste procedure, comunque con un downtime a volte abbastanza disagevole, sicuramente gli ultrasuoni macrofocalizzati scannerizzati (MFSU) possono rappresentare una alternativa assolutamente valida ed accettabile, peraltro ripetibile.

MATERIALI E METODI

Il protocollo ha previsto l’impiego dei MFSU con terminali forniti di superfici di lavoro di 5 cm2 che operano rispettivamente ad una profondità nei tessuti di 13 e 9 mm, come da letteratura (due sedute a distanza di 30/45 gg. l’una dall’altra). Vengono disegnate sul tessuto, mediante apposita griglia, le zone da trattare per seduta (per un totale complessivo di 13 – 15 zone, ciascuna ovviamente di 5 cm2); per ciascuna zona vengono ripetuti 3 passaggi con potenze da erogare per singolo passaggio di 40 – 60 joule totali. Vengono valutati, ad inizio ed a fine di ogni ciclo di trattamento, il peso, il BIA (Body Impedentiometric Analysis), l’esame ecografico dello spessore del grasso sottocutaneo della zona da trattare, la circonferenza del distretto da trattare secondo punti anatomici predefiniti e l’imaging con fotografia digitale di ogni singolo paziente.  

 

RISULTATI

Oltre il grado di soddisfazione delle Pazienti, principalmente legato al down-time (dolore e/o dolenzia residui, ematomi/ecchimosi) ed al risultato finale, dopo ogni applicazione, viene presentata una adeguata iconografia digitale, “pre e post” trattamento, il peso, la valutazione del BIA e dell’ecografia del grasso sottocutaneo, per la valutazione della sua eventuale riduzione.

CONCLUSIONI

L’impiego dei MFSU sembrerebbe offrire un accettabile trattamento, ripetibile e privo di effetti collaterali significativi, per una riduzione del grasso sottocutaneo dei distretti corporei trattati.

 

KEYWORDS

MFSU, ultrasuoni macro focalizzati scannerizzati

AUTORI

Francesco Paolo ALBERICO (Napoli), Giorgio MAULLU (Cagliari)

LA RECISIONE GUIDATA CON STABILIZZAZIONE DEL TESSUTO: LA SVOLTA PER IL MIGLIORAMENTO A LUNGO TERMINE DELL’ASPETTO DELLA CELLULITE

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

Si stima che la cellulite colpisca nel mondo fino all'85% delle donne, che nel 98% dei casi si lamentano degli avvallamenti della cellulite e sono motivate a sottoporsi a trattamenti per migliorare tale inestetismo. 

Fino ad ora sono stati descritte ed utilizzate diverse metodiche per ridurre la visibilità delle depressioni della cellulite, ma nessuna ha dimostrato di dare luogo a risultati apprezzabili, riproducibili e duraturi.

Questo è un rapporto preliminare sull'impiego di una nuova procedura di recisione guidata mediante stabilizzazione dei tessuti ottenuta con una vacuum per il miglioramento a lungo termine dell'aspetto della cellulite a livello di cosce e glutei con un'unica seduta.

MATERIALI E METODI

Il meccanismo su cui si basa è la lisi della causa anatomica primaria della cellulite, i setti fibrosi sottocutanei, attraverso una metodica estremamente precisa e riproducibile, che si avvale di una vacuum per stabilizzare il tessuto.

Il tessuto da trattare viene acquisito e stabilizzato all'interno di un manipolo dedicato con un meccanismo di vacuum, che permette di somministrare l'anestetico locale e di effettuare la recisione ad una profondità ben precisa e prestabilita. Dapprima viene infiltrata una soluzione a basa di anestetico locale e successivamente viene effettuato il release delle aree marcate mediante un'apposita lama reciprocante attivata da un modulo motore. 

RISULTATI

La recisione guidata con stabilizzazione del tessuto migliora in modo significativo l’aseptto delle depressioni della cellulite su glutei e cosce dopo una singola seduta.

CONCLUSIONS

La recisione guidata con stabilizzazione del tessuto ha dimostrato di essere una metodica sicura ed efficace per migliorare l’aspetto delle depressioni tipiche della cellulite su glutei e cosce.

KEYWORDS

Cellulite, avvallamenti, buccia d’arancia, recisione

TECNOLOGIA ANTINFIAMMATORIA PER IL RINGIOVANIMENTO E LIPOLISI (NEUROFREQUENZA-TECNOLOGIE DEL SEGNALE)

ELMA BUNAR, MD

Antiinflamatory technology for rejuvenation and lipolysis

(neurofreqency signaling)

Every function in the body is the result of the signal. Signals control the production of every element in the body that is necessary for survival.

Signaling technology targets natural signals and aim to amplify them.

Signaling tecnology is energy shaped via thousands of complex waveforms to form a source of a communication energy that is compatible by the cellular world. (like the phonemes forming a language or the thousands of colors composing a sight).

This specific combination  of waveforms is interwined into a dynamic key that initiates or terminates certain biological processes including hormone secretion, increased protein synthesis, etc.

Signaling technology started by neurophysiology research in natural frequencies produces by certain parts of  the brain.

In Cardiology the pacemaker replaced the signals of non functioning pacemaker cells.

In Brain research external frequencies were build to stimulate and reinstate natural frequencies of brain lesioned areas by the process of resonance

We cannot combat obesity that is underlied by inflammation with a technology that increases inflamation.

We cannot progress in anti-aging medicine by endorsing technologies that increase inflammation because inflamation is associated with increased aging. Signaling tehnology helps the body repair itself by resonating and amplifying the signal involved in biological repair.

This process occurs without trauma, without short term side effect, without long term side effect and without health hazards.

We can increase fibroblast secretion of collagen without trauma by utilizing specific signals delivered in specific frequency combinations.

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