Titolo

LIFTING DEL SOPRACCIGLIO CON INIETTABILI: TECNICHE COMBINATE

Introduzione

Sempre più di frequente i i nostri pazienti richiedono il sollevamento dell’arcata sopraciliare con tecniche non chirurgiche . negli ultimi anni l’evoluzione delle tecniche iniettive ci permette di soddisfare questa richiesta con il solo utilizzo di filler e tossina botulinica. Questa metodica utilizzata con procedure singole o anche combinate rappresenta un valido strumento per correggere l’abbassamento del sopracciglio liberando i pazienti dal decorso chirurgico 

 

Obiettivi

Questo studio si prefigge come scopo l’analisi delle tecniche iniettive adattando alla severità del problema una o più procedure. In tal modo è possibile descrivere un razionale terapeutico che ci permetta di orientarci nella gestione di procedure diverse con diversi target, ipotonia dei muscoli mimici e perdita di volume, tipici di questo inestetismo

Materiali e Metodi

Oggetto dello studio sono 10  pazienti selezionati in modo eterogeneo per età compresa tra 45 e 60 anni  con diversi gradi di invecchiamento della zona interessata

Tutti i pazienti sono stati trattati dapprima con tossina botulinica e successivamente con quantità differenziate, in base alle esigenze, di filler riempitivi a base di acidi ialuronico ed idrossiapatite di calcio .

È stata quindi acquisita una documentazione fotografica a distanza di 1, 2 e 3 mesi dalla data dell’ultima seduta .

Risultati

L’analisi di tutti i risultati ci ha permesso di verificare che la combinazione di tossina botulinica  acido grazie alla tossina botulinica è stato possibile contrastare l’ipotonia del muscolo corrugatore ed orbicolare mentre i fillers utilizzati  hanno permesso le correzioni volumetriche su due diversi piani anatomici: acido ialuronico per i difetti profondi ed idrossiapatite di calcio per i difetti del grasso superficiale. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota. Nessun paziente ha avuto esiti imprevisti e la metodica è risultata molto ben tollerata

Conclusioni

Alla fine di questo studio i risultati ci permettono di concludere che la combinazione delle tre metodiche rappresenta un gold standard nel miglioramento dell’area sopraciliare. Facendo riferimento ad una tecnica non chirurgica, con indicazioni non chirurgiche, la metodica garantisce ai nostri pazienti un consistente miglioramento senza esiti o particolari disagi, permettendo loro di titornare alle comuni attività sociali immediatamente dopo le singole sessioni di

Keywords

acidoialuronico, idrossiapatite di calcio ,tossina botulinica, regione temporale, ROOF 

BRUNELLI 

TITOLO RELAZIONE:

LA BLEFAROPLASTICA SUPERIORE CON TRASPOSIZIONE DELLA BORSA DI GRASSO MEDIALE

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L’obiettivo è dimostrare l’effetto di ringiovanimento della trasposizione della borsa di grasso mediale durante blefaroplastica superiore

MATERIALI E METODI

Il lavoro mostra i risultati della correzione dei difetti di volume della palpebra superiore con trasposizione della borsa di grasso mediale durante blefaroplastica

RISULTATI

Il lavoro mostra l’evidenza di risultati di buona o ottima qualità, molto apprezzati dai pazienti.

CONCLUSIONI

La trasposizione della borsa di grasso mediale durante blefaroplastica consente di mantenere il volume della palpebra superiore, con risultati nettamente superiori alla blefaroplastica tradizionale.

KEYWORDS

Palpebra superiore, trasposizione borsa mediale, ringiovanimento.

 

 

 

Daniele Bollero

Specialista in Chirurgia Plastica – CTO Hospital - Torino

TOSSINA BOTULINA E BLEFAROPLASTICA, UNA SINERGIA VINCENTE NEL RINGIOVANIMENTO DELLO SGUARDO

 

L’evoluzione e l’interesse verso l’aumento di richieste per il miglioramento dell’area perioculare hanno sviluppato differenti approcci, spesso combinati, sia di medicina estetica che di chirurgia estetica per dare un ringiovanimento della zona.

Infatti, la blefaroplastica da sola spesso non offre la soluzione ottimale al bisogno di miglioramento di quell’area. Diversi approcci possono essere usati in sinergia come la tossina botulinica, l’acido ialuronico o il PRP, mentre il lipofilling è stato proposto come una strategia chirurgica congiunta.

Il botulino però è assolutamente sinergico con l’intervento chirurgico di blefaroplastica con la sua capacità di interagire su rughe pericoulari e anche sulla cicatrice stessa della blefaroplastica.

Metodo

Il protocollo di trattamento prevede l’utilizzo della tossina botulinica a tempistiche chiare prima e dopo l’intervento con dosaggi standardizzati

Scopo del trattamento è un miglioramento sia dell’area perioculare stessa che della porzione laterale della cicatrice.

Risultati

Buona compliance dei pazienti, miglioramento della sintomatologia legata alla cicatrice attiva ed eccellente risultato estetico della zona trattata

Conclusioni

Nella nostra pratica clinica quotidiana la tossina botulinica ormai è usata in sinergia con la blefaroplastica a tempi stabiliti per un miglior confort post operatorio del paziente e per un risultato più armonico del ringiovanimento orbitario

LIFTING LONG-LASTING DELLE SOPRACCIGLIA CON ACIDO IALURONICO RESILIENTE

Dott.ssa Maria Cristina D’Aloiso

 

OBIETTIVO: La ptosi delle sopracciglia è parzialmente determinata da una diminuzione del volume osseo con l’invecchiamento. Lo scopo dello studio è stato di valutare efficacia e durata del lifting delle sopracciglia con filler di acido ialuronico resiliente.

MATERIALI E METODI: Pazienti con ptosi del sopracciglio sono stati arruolati prospetticamente nello studio. Filler di acido ialuronico resiliente (range volume 0.3-0.8 ml per lato) e’ stato iniettato con un ago da 30 G sul periostio nel terzo laterale del sopracciglio. La valutazione e’ stata effettuata a T1 (3 mesi), T2 (6 mesi) e T3 (9 mesi) mediante valutazione fotografica, fotocamera ad alta risoluzione con misurazione della distanza tra il canto laterale dell’occhio e la coda del sopracciglio (LCE0 e mediante GAIS.

RISULTATI: Sono stati studiati 20 pazienti. In tutti i tempi di follow-up si è riscontrato un allungamento significativo di LCE rispetto al baseline (+3-4mm a T1 e T2 e +2-3mm a T3). GAIS ha rivelato un miglioramento complessivo in tutti I tempi di follow-up con uno score > 2 in 87% dei pazienti.

CONCLUSIONI: Il lifting delle sopracciglia eseguito mediante filler di HA resiliente porta a un risultato naturale e duraturo accompagnato da un elevato grado di soddisfazione dei pazienti.

CAPURRO

 

BLEFAROPLASTICA NON CHIRURGICA CON UN SOLO TRATTAMENTO (PEELING MISTO 0.5)

La blefaroplastica superiore non chirurgica ha come indicazione principale la “blefaroplastica cutanea” nei pazienti con orbita medio-grande. In una elevata percentuale di questi paziente la blefaroplastica non chirurgica rappresenta il trattamento di scelta. Nei pazienti con orbita media o grande la blefaroplastica chirurgica con asportazione dei tessuti spesso non dà il risultato desiderato, il ringiovanimento dello sguardo del paziente. Nelle orbite medio-grandi l’asportazione volumetrica di tessuto palpebrare rende la palpebra secca e incavata, come quella di una bambola e visibilmente vecchia e artefatta. Questa configurazione è mal sopportata dai pazienti che non hanno famigliarmente occhi incavati.
Un’altra indicazione del peeling misto 0.5 è costituita dai pazienti con sguardo invecchiato e palpebre incavate e irregolari.
Una altra indicazione sono i pazienti che hanno già subito una blefaroplastica tradizionale o che hanno asimmetrie palpebrali.

Una ulteriore indicazione riguarda i pazienti che non desiderano subire un intervento chirurgico e desiderano riacquistare uno sguardo più giovane e naturale senza artefatti.

Nelle orbite piccole rimane consigliabile la blefaroplastica chirurgica tradizionale con asportazione dei tessuti.

Ho messo a punto questo nuovo peeling misto 0.5 perché sono diventate di moda recentemente metodiche fisiche inefficaci che necessitano di numerosi trattamenti per ottenere risultati modesti e non permanenti nel tempo.

Materiali e metodi

 

Il peeling misto 0.5 è un peeling fisico/chimico. Con una cannula 25 G si inietta l’anestetico locale con epinefrina sotto la cute palpebrale.  Successivamente si rende permeabile l’epidermide di tutta la superficie palpebrale, dalle sopracciglia a 1 mm dalle ciglia, con una emissione pulsata di 38 Watt. La permeabilizzazione dell’epidermide si ferma alla cute nasale che viene normalmente segnata.  Dopo la completa permeabilizzazione dell’epidermide palpebrale si applica una soluzione satura di resorcina, per 4 – 6 minuti, realizzando un frost uniforme e pieno. Le palpebre sono quindi lavate con soluzione fisiologica. Il paziente si asciuga con un fazzoletto di carta le eventuali essudazioni. Dopo poche ore, si forma una crosta sottile che cade dopo una settimana – 15 giorni.

Risultati

 

I risultati sono ben visibili e naturali e i pazienti sono soddisfatti.

 

Conclusioni

 

Il peeling misto 0.5 deve essere considerato un peeling forte che agisce su tutta la superficie della cute palpebrale. Solo agendo su tutta la superficie cutanea si ottengono risultati. Questa regola generale spiega gli insuccessi in questa regione delle metodiche fisiche che non trattano tutta la superficie delle palpebre.

 L’azione di retrazione cutanea poi deve essere standardizzata e solo la chimica è in grado di farlo. Solo la chimica è in grado di riorganizzare le fibre dermiche.  In conclusione, pur essendo un peeling forte, il peeling misto 0.5 non presenta i rischi del fenolo e del TCA 50%. La soluzione satura di resorcina è inefficace sulla cute integra e agisce soltanto sulla cute in cui l’epidermide è permeabilizzata dalla procedura fisica.  In pratica è un peeling forte( ed efficace) senza i rischi dei peeling forti.

REDERMALIZZAZIONE DELL’AREA PERIOCULARE

M.G. Di Russo

Introduzione, obiettivi: L’obiettivo è dimostrare la validità del nuovo prodotto per il ringiovanimento cutaneo dell’area perioculare, che si presenta con microrughe e pigmetazione scura. La redermalizzazione è un innovativo trattamento di ringiovanimento cutaneo che permette di regolare i processi biochimici, bloccare i radicali liberi e prevenire la disidratazione. Il meccanismo d’azione si effettua su tutti gli aspetti della patogenesi dell’invecchiamento: attivazione e ripresa dei processi metabolici, potente effetto antiossidante e ripristino dell’equilibrio idrico.

Materiale e metodi: Si esegue una unica seduta ambulatoriale, viene utilizzata 1 fl da 1,5 ml di Acido ialuronico 0.55 % (8,25mg) più Acido succinico 1.6% (24mg) con ago 32G/4mm. Il livello di impianto è intradermico superficiale, la tecnica è a micropomfi. La bassa concentrazione di acido ialuronico consente facilità di iniezione, senza provocare edema stabile dei tessuti. Ampia documentazione scientifica avvalora le proprietà e i risultati del prodotto. Le indicazioni sono proprio la disidratazione, l’alterazione del microcircolo vascolare, la perdita di turgidità cutanea, l’atonia (pelle stanca), le piccole rughe, le zampe di gallina e le occhiaie. Il trattamento si può ripetere a distanza di 3 mesi.

 

Risultati: I risultati della redermalizzazione sono soddisfacenti sia nell’immediato che a lungo termine per il miglioramento delle rughe superficiali, dell’area temporale oltre della texture cutanea. La pelle risulta più giovane e sana, con miglioramento del colorito, della trama cutanea e riduzione della profondità delle rughe. Ottima compliance dei pazienti.

Conclusioni: L’acido ialuronico e l’acido succinico, esercitano un effetto sinergico ringiovanente mantenendo e stimolando le riserve interne della pelle, in particolare si ha il ripristino e l’incremento del livello di idratazione e elasticità della pelle. Pertanto si ha riduzione delle rughe d’espressione del contorno occhi e delle lesioni attiniche iperpigmentate. In particolare è molto apprezzato dai pazienti “tossinofobici”.

IPERPIGMENTAZIONE PERIOCULARE. PROPOSTA DI UNA PROCEDURA PERSONALE CON TECNICA COMBINATA CON CARBOSSITERAPIA , E PEELING A BASE DI ACIDO  MANDELICO.

  1. Guarino, L. Fabiani, R. Pelliccia

Pantarei Roma

INTRODUZIONE

L’Iperpigmentazione peri orbitaria (IPO) è una condizione comune nella pratica quotidiana del medico estetico. Ha una patogenesi complessa, è difficile da trattare, e necessità di trattamenti che vanno ripetuti nel tempo. Si aggrava con il processo di rilassamento cutaneo e/o alterazione del grasso sottocutaneo. È un problema estetico importante perché da un aspetto stanco ed invecchiato.  L’IPO può essere causato da molteplici fattori eziologici che includono la deposizione genetica/costituzionale, la deposizione di melanina dermica, l'iperpigmentazione post infiammatoria, secondaria alla dilatazione da contatto atopica o allergica e la localizzazione superficiale del sistema vascolare; altre cause sono da imputare all’anemia, disturbi ormonali, carenze nutrizionali e lassità cutanea; anche  cattive abitudini come, fumo e ritmo del sonno irregolare sono considerati fattori di rischio elevato di IP0.

L'approccio terapeutico della IPO deve essere legato alla causa; in caso di eccessiva pigmentazione, gli agenti sbiancanti topici e il peeling chimico sono considerati le terapie classiche. L’uso di Laser, filler e trapianto di grasso autologo vengono impiegati con percentuali di successo molto variabili, spesso poco soddisfacenti per i pazienti e per il medico. In questo nostro lavoro abbiamo preso in considerazione l’uso combinato della carbossiterapia (CDT) e peeling a base di acido mandelico, acido piruvico e lactoferrina.

MATERIALI E METODI

Tutti i pazienti venivano sottoposti ad una accurata raccolta dell’anamnesi con valutazione di età, sesso, professione, familiarità per IPO, ritmo del sonno, alimentazione, stile di vita, abitudine al fumo, tempo di uso di cellulare e computer. In tutti i casi si eseguiva una valutazione e classifica della gravita della IPO mediante una scala visuale analoga (VAS) con punteggio da 0 (negativo) a 10 (severa); venivano quindi divisi in lievi se VSA  1-4, moderato con VSA 5-7, Grave con VAS 8-10. In tutti i casi veniva anche richiesto emocromo e coagulazione per escludere anemia e/o disordini della coagulazione

Venivano inseriti nel protocollo pazienti con ipercromia perioculare e rughe peri-orbitali che non avevano effettuato nessun altro trattamento in precedenza, eccetto eventuali trattamenti con tossina botulinica.

Al momento dell’inserimento nel protocollo venivano accuratamente informati de protocollo di trattamento, e veniva loro somministrato un consenso informato.

Il protocollo previsto era rappresentato da:

  1. CDT due sessioni settimanali con flusso 110 cc/min. con somministrazione di 5cc per palpebra per 4 settimane;
  2. Dopo la prima settimana si procedeva a Peeling con acido Mandelico, acido piruvico e lactoferrina con cadenza settimanale per tre sessioni nella zona delle palpebre;
  3. Trattamento domiciliare con crema a base di acido ialuronico, acido mandelico e lactoferrina da applicare due volte al giorno.

A tutti i pazienti veniva eseguito studio fotografico con valutazione di base, al termine del ciclo di trattamento e ogni mese sino a sei mesi dopo.

RISULTATI

Da gennaio 2017 a gennaio 2018 abbiamo trattato 20 pazienti (15 donne 5 uomini) con età media 40 anni (Range 22-60 aa). 6 casi appartenevano ad un quadro lieve di IPO, 10 ad un quadro moderato e 4 ad un quadro grave.

Tutti i pazienti completavano il protocollo; in nessun caso di osservano complicanze o effetti collaterali, fatta eccezione per un 5% di casi di edema palpebrale persistente dopo CDT con riassorbimento spontaneo nel giro di qualche ora.

Tutti i pazienti erano soddisfatti dei risultati ottenuti con una percentuale di soddisfazione maggiore nei casi lievi e moderati. In tutti i casi i pazienti riferivano, oltre alla riduzione dell'IPO, un netto miglioramento della texture ed elasticità della pelle con marcata attenuazione delle micro rugosità, se presenti.

COCLUSIONI

Riteniamo questa nostra metodica, poco invasiva, non eccessivamente costosa e ripetibile nel tempo, un valido ausilio nel trattamento delle IPO.

Roberto Ruffa ita

TITOLO RELAZIONE:

BLEFAROCALASI : LASER VS ARC SUBLIMATION

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L’obiettivo è dimostrare l’efficacia del trattamento eseguito con un laser oppure con un dispositivo per la sublimazione dermica ad arco elettrico

MATERIALI E METODI

sono stati coinvolti 5 pazienti cono un grado ci blefarocalasi media compatibile con le indicazioni per un trattamento non chirurgico normalmente eseguito con l’arco elettrico

Metodi di misurazione ed analisi: fotografico

RISULTATI

I risultati hanno portato l’evidenza di un riscontro positivo sui  pazienti dove abbiamo rilevato un miglioramento dell’inestetismo con lieve prevalenza in un metodo sui risultati ed un miglioramento sui side effect nell’altro.

CONCLUSIONI

il trattamento della blefarocalasi di grado moderato può essere effettuato con laser o con arco elettrico con risultati  simili ma con iter differenti

KEYWORDS

blepahrocalasis, arc sublimation , laser

Titolo

LIFTING DEL SOPRACCIGLIO IN MEDICINA ESTETICA: TECNICHE A CONFRONTO  

Introduzione

il sollevamento dell’arcata sopraciliare con tecniche non chirurgiche rappresenta uno dei trattamenti più richiesti nei nostri ambulatori di  medicina estetica. In questi ultimi anni sono state presentate numerose metodiche che utilizzavano iniettabili (tossina botulinica e filler,) ma di recente l’avvento defli ultrasuoni microfocalizzati intensi ha ampliato il panorama dei trattamenti. 

Obiettivi

Scopo di questo studio è analizzare le varie possibilità terapeutiche (iniettabili e non ), valutarne i risultati, e tracciare una razionale nella terapia combinata tra iniettabili ed ultrasuoni microfocalizzati 

Materiali e Metodi

sono stati arruolati 10  pazienti con diverse tipologie di invecchiamento. tutti i pazienti sono stati trattati con tossina botulinica, filler a base di acidi ialuronico ed idrossiapatite di calcio  ed ultrasuoni microfocalizzati intensi in tre fasi ben codificate.   e con dosi idonee al tipo di invecchiamento . la documentazione fotografica acquisita con tecnica standardizzata  è stata acquisita a 30, 60, 90,  giorni  dopo il trattamento 

Risultati

Tutti i trattamenti hanno confermato il successo delle singole metodiche ma La combinazione dii trattamenti iniettivi e di ultrazuoni microfocalizzati intensi ha notevolmente incrementato il risultato finame con buona soddisfazione delle pazienti . i risultati a 3 mesi sono apparsi ancora stabili. Una valutazione prospettica ci permetterà di valutare l’andamento anche futuro 

Conclusioni

il trattamento combinato analizzato in questo studio dimostra che oggi è possibile trattare la ptosi senile dell’arcata sopraciliare anche con trattamenti medici, riuscendo ad ottenere risultati che se  pur lontani da quelli ottenibili con tecniche chirurgiche possono soddisfare le pazienti all’interno dei nostri ambulatori

Keywords

ultrasuoni focalizzati intensi acidoialuronico, idrossiapatite di calcio ,tossina botulinica, regione temporale, ROOF 

Title

LIFTING OF THE EYEBROW IN COMPARED TECHNICAL AESTHETIC MEDICINE

Introduction

the lifting of the supraciliary arch with non-surgical techniques represents one of the most requested treatments in our cosmetic medicine clinics. In recent years, numerous methods have been presented that used injectables (botulinum toxin and fillers), but recently the advent of intense microfocus  intense ultrasound has broadened the panorama of treatments.

Aims

The aim of this study is to analyze the various therapeutic possibilities (injectable and non-injectable), to evaluate the results, and to draw a rationale for the combined therapy between injectables and microfocus intense ultrasounds.

Materials and methods

10 patients with different types of aging were enrolled. all patients were treated with botulinum toxin, hyaluronic acid fillers and calcium hydroxyapatite and intense microfocus  intense ultrasound in three well coded phases. and with doses suitable for the type of aging. photographic documentation acquired with standardized technique was acquired at 30, 60, 90 days after treatment

Results

All treatments have confirmed the success of the individual methods, but the combination of intensive micro-concentrated injective and ultrasound treatments has significantly increased the result of the finality with good patient satisfaction. the 3-month results appeared to be still stable. A prospective evaluation will allow us to evaluate the trend also in the future

Conclusions

the combined treatment analyzed in this study shows that today it is possible to treat senile ptosis of the supraciliary arch also with medical treatments, succeeding in obtaining results that, even though far from those obtainable with surgical techniques, can satisfy the patients in our surgeries

Keywords

intensely focused ultrasounds, Hyaluronic acid , calcium Hydroxilapatite, botulinum toxin, temporal region, ROOF

TRATTAMENTO DELLA REGIONE PERIOCULARE CON UN’INNOVATIVA CHEMIOESFOLIAZIONE AGLI ALFAIDROSSIACIDI

 

Introduzione: il trattamento delle occhiaie e delle fini rughe intorno agli occhi, rappresenta un motivo di frequente consulto per il medico che si occupa di medicina estetica, in virtù del fatto che un aspetto stanco del volto determina riduzione dell’autostima e un’immagine negative di sè.

Presentiamo a tal proposito una nuova chemioesoliazione agli alfa-idrossiacidi, implementata rispetto alla formulazione precedente, atta a conferire luminosità e a migliorare la skin quality della zona perioculare.

Materiali e metodi: da novembre 2017 ad ottobre 2018, sono stati trattati piü di 40 pazienti che necessitavano di un refreshing della zona perioculare, per la presenza di occhiaie e/o rughe perioculari.

Il prodotto adoperato e’ stato un innovativo peeling chimico a base di alfaidrossiacidi ( acido mandelico 20%,  acido malico 15%,  acido lattico 10%), il tutto brevettato con una particolare tecnologia, tale per cui l’acido riesce a penetrare meglio in profondita’ inducendo un trauma superficiale più modesto rispetto ai comuni peeling in soluzione acquosa.

Risultati: tutti i pzienti trattati hanno evidenziato un miglioramento della zona in questione, in termini di riduzione delle occhiaie e/o delle rugosità, con miglioramanto complessivo della qualità della pelle, con risultati ancora più incoraggianti rispetto alla precedente formulazione presente in commercio  concontenente acido tricloroacetico al 3,75% e acido lattice al 15%.

Conclusione: la chemioesfoliazione rappresenta a tutt’oggi uno strumento estremamete valido e importante nell’armamentario del medico che si occupa di medicina estetica, ci consente infatti di trattare anche la zona prioculare di grande attualita’ e di estremo impatto da un punto di vista psicologico per i nostri pazienti.

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