NUOVE PROSPETTIVE NEL MONDO LASER CON L'UTILIZZO DI LUNGHEZZE D'ONDA

ASSOCIATE (445nm-660nm-970nm)

Giovanni Licata

La combinazione delle lunghezze d'onda di 445,660,970nm, declinate con differenti potenze, permette di coprire un ampio range di patologie, da quelle dermatologiche a quelle vascolari alla rimozione delle adiposità localizzate o alla biorivitalizzazione, vaginale e trofica (ulcere)la possibilità di trattare problematiche diverse nello stesso paziente senza cambiare strumento,  contenendo i  costi di esercizio ed ottimizzando i Risultati. È stato utilizzato una piccola sorgente a diodo con comandi wireless dotata di manipoli dedicati e programmi specifici. I risultati sono stati valutati con esame istologico e coll’oggettività clinica del risultato la possibilità di combinare onde diverse con caratteristiche diverse permette di ottenere un trattamento più completo ed efficace con riduzione delle potenze medie Di esercizio e   miglioramento dei risultati.

COMBINAZIONE DI SORGENTI LASER 755 NM E 1064 NM PER LA DEPILAZIONE

La epilazione laser è la procedura laser più richiesta nel campo dei trattamenti laser  con finalità estetica. I sistemi laser standard a singola lunghezza d’onda non sono in grado di poter trattare tutti I fototipi con tutte le tipologie di peli in completa sicurezza.

La combinazione di del laser 755 nm ad Alessandrite e Nd:Yag  1064 nm apre nuove possibilità per il trattamento fotoepilatorio. In particolare, si giovano particolarmente del trattamento combinato tutti i casi borderline per colore della pelle o per dimensioni del pelo in cui l’Alessandrite risulterebbe troppo aggressiva e il Nd:Yag poco efficace.

Il presente studio mostra i risultati della misurazione termografica effettuata durante il trattamento fotoepilatorio con la combinazione delle due lunghezze d’onda versus le lunghezze d’onda singole ed i relativi risultati clinici.

Abstract

TECNICHE COMBINATE PER IL RINGIOVANIMENTO DEL VISO: ACIDO IALURONICO STABILIZZATO NASHA E HIGH INTENSITY FOCUSED ULTRASOUND (HIFU)

 

Autore: Cinzia Incandela, MD

L’invecchiamento del volto determina una riduzione dei volumi e un rilassamento dei tessuti. 

È quindi necessario, per creare equilibrio tra le proporzioni del volto, l’integrazione di metodiche adatte ad intervenire sulle lassità e sull’ipotrofia dei tessuti.

Nella mia personale esperienza ho utilizzato l’integrazione di High Intensity Focused Ultrasound (HIFU) e Acido ialuronico stabilizzato Nasha.

Gli Hifu permettono di agire sia sullo Smas per ottenere un effetto lifting sia sul derma per avere una forte stimolazione sulle fibre di collagene. 

L’acido ialuronico Nasha, nelle sue diverse tipologie, determina un effetto “targed”, integrandosi perfettamente nei tessuti, e quindi un ottimo ripristino dei volumi oltre che della qualità della pelle. 

Il protocollo prevede due sedute di HIFU a distanza di 45 giorni e successivamente, a distanza di circa 15 giorni dalla seconda seduta di HIFU, l’impianto di acido ialuronico Nasha.

Poiché grazie agli HIFU è possibile ottenere un effetto rassodante importante in combinazione  al ripristino dei volumi tramite l’acido ialuronico, il  risultato finale che si realizza è un perfetto equilibrio di giuste proporzioni tra linee geometriche e proporzioni del volto. 

TITOLO

 

“RINGIOVANIMENTO TRIDIMENSIONALE DEL VOLTO CON RADIOFREQUENZA FRAZIONATA A MICROAGHI”

AUTORI

 

Dr. Franco Lauro

Medico Chirurgo. Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva (Bologna)

Dr. Massimo Vitale

Medico Chirurgo. Diplomato S.M.I.E.M “Esperto e consulente in Medicina ad indirizzo Estetico” (Bologna)

ABSTRACT ITALIANO

 

INTRODUZIONE, OBIETTIVI E SCOPO DELLO STUDIO

 

I processi dell’invecchiamento cutaneo sono molteplici e complessi e avvengono attraverso una serie di processi sia intrinseci che estrinseci.

Attualmente, i pazienti sono meno propensi a sottoporsi a interventi chirurgici e/o trattamenti con lunghi tempi di recupero ed è per questo che richiedono sempre di più procedure non invasive con un rapido ritorno alla vita sociale.

La Radiofrequenza frazionata associata a microaghi rappresenta una delle più recenti terapie utili nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo.

 

OBIETTIVI

 

Lo scopo di questo studio è stato di valutare l’efficacia e sicurezza del rimodellamento collagenico e skin tightening utilizzando la radiofrequenza frazionata a microaghi.

 

MATERIALE E METODI

 

Nell’arco di circa cinque anni sono stati eseguiti più di 4.000 trattamenti. Per questo studio studio clinico è stato preso in considerazione un campione di 150 pazienti (95% femmine, range età 32-70 anni) degli ultimi dodici mesi i quali si sono sottoposti a 3 trattamenti a distanza di un mese con Radiofrequenza frazionata a microaghi, e sono stati seguiti nei seguenti 6 mesi dal loro ultimo trattamento. Il risultato clinico dei trattamenti è stato analizzato e valutato, in modo obiettivo attraverso la documentazione fotografica del prima e dopo a 1 mese (t1), 3 mesi (t2) e 6 mesi (t3) dall’ultimo trattamento mediante fotocamera ad alta risoluzione, Global Aesthetic Improvement Scale (GAIS) e Visual Analog Scale (VAS).

 

RISULTATI

 

Centocinquanta pazienti hanno completato tutti i trattamenti e follow-up. Immediatamente dopo il trattamento è stato riportato da un leggero a moderato eritema che si è protratto per le successive 12/18 ore. La valutazione fotografica obiettiva ha rilevato in tutti i pazienti un miglioramento generale della texture cutanea, una significativa riduzione di rughe, rassodamento del profilo mandibolare e del collo e assottigliamento dei solchi nasolabiali nei 3 tempi di follow-up. È stata utilizzata la scala di GAIS per valutare il miglioramento. Tutti i pazienti hanno segnalato un miglioramento nell’aspetto della pelle. Il 70% un eccellente o molto buono miglioramento (GAIS 1-2), il 20% ha avuto buon miglioramento (GAIS 3), mentre il ha avuto il 10% dei pazienti non ha avuto miglioramenti (livelli GAIS 4-5). Il dolore, misurato con la scala VAS da 1-10 è stato segnalato con il punteggio di 5 in media. Non si sono riscontrati eventi avversi inusuali nel corso dello studio.

 

CONCLUSIONI

 

Questo studio clinico ha determinato il considerevole ringiovanimento del viso e del collo attraverso una procedura non invasiva con ridotti tempi di recupero.

ANNA MANZARI, G. MAGGIO, M. BELLACICCO

NUOVO APPROCCIO AL TRATTAMENTO DEL PAZIENTE USTIONATO

 CON RADIOFREQUENZA FISSA A 448 KHZ

-MEDICO

-CENTRO DI RIFERIMENTO

INTRODUZIONE

Con questo studio gli autori hanno voluto presentare una nuova opzione di trattamento fondata sull’utilizzo di una tecnologia innovativa per accelerare il processo di riepitelizzazione tissutale. Lo scopo è stato la guarigione del paziente gravemente ustionato nel minor tempo possibile, con il miglior risultato funzionale ed estetico, evitando l’insorgenza di complicanze ed esiti cicatriziali deturpanti e invalidanti.

 L’idea nasce dai risultati e delle ricerche condotte in vitro presso il Dipartimento di Investigazione dell’Ospedale Universitario “Ramòn y Cajal” di Madrid, condotti dal professor A.Ubeda. In particolare si è fatto riferimento allo studio in cui si dimostra che esponendo cellule in vitro alla radiofrequenza fissa a 448 si attivano proteine specifiche che regolano o promuovono la proliferazione, la differenziazione e/o lamigrazione cellulare. Tale proliferazione, a sua volta, promuoverebbe la rigenerazione tissutale grazie all’aumento della quantità di cellule mesenchimali disponibili per riparare i tessuti danneggiati.*

La scelta di ricorrere al sistema di terapia cellulare attiva, è stata vista in chiave alternativa e comparativa rispetto alle tradizionali terapie mediche e/o agli interventi chirurgici di innesto dermo-epidermico, risultando fondamentale soprattutto laddove ci sia scarsa disponibilità di zone di prelievo in pazienti con una percentuale di TBSA elevata.

* http://www.karger.com/Article/FullText/366375

MATERIALI E METODI

Lo studio è stato svolto nel periodo compreso tra Settembre 2017 e Aprile 2018 presso il reparto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e Centro Grandi Ustionati dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari.

Ai fini dello studio è stato preso in esame un campione di 15 pazienti, tra cui adulti, bambini e anziani, anche di etnie diverse, con ustioni classificate come intermedio-profonde. Tutti questi pazienti sono stati trattati seguendo lo stesso protocollo base ovvero in modalità resistiva, utilizzando un idrogel sterile, ad una potenza di 0.4W, con un tempo differente a seconda dell’estensione dell’ustione.

La durata del trattamento, da protocollo, è di 40 minuti ogni 20 cm² di cute, per poi decrescere progressivamente con l’avanzare della riepitelizzazione.

Il trattamento è stato svolto quotidianamente per un numero di volte variabile da paziente a paziente, anche in base al tempo di ospedalizzazione.

Prima di iniziare il trattamento è stato opportuno eliminare i fattori che potrebbero ostacolare il processo di guarigione preparando la ferita e sottoponendola alla Wound Bed Preparation.

Al termine di ogni seduta, per tutta la durata del trattamento, la regione interessata è stata disinfettata con clorexidina e soluzione fisiologica e medicata esclusivamente con garza paraffinata e ricoperta con garze sterili, cotone di Germania e bende elastiche.

Queste  sono state le lesioni prese in esame:

PAZIENTE

ETA’

SESSO

ZONA DI LESIONE

NUMERO SEDUTE

1

40

F

Gamba post.sx

20

2

8

F

Ginocchio dx

10

3

26

M

AI postero laterale

5

4

78

F

Gamba dx

*

5

12

F

Coscia sx

15

6

10

F

Braccio dx

15

7

36

M

AS sx

18

8

55

M

Coscia post. Sx

10

9

46

M

Gamba ant sx

8

10

52

F

Gamba ant dx

15

11

87

F

Collo ant

*

12

40

F

Braccio sx

6

13

83

M

Torace post.

*

14

35

M

Cuoio capelluto

*

15

30

M

Mano dx

15

*Nei  pazienti  4,  11,  14  il  trattamento  è  stato  interrotto  perché l’ustione  essendo  profonda  ha  favorito  l’insorgere  di  complicanze, quali  infezioni,  che  hanno  reso  inevitabile  l’innesto  cutaneo. Invece  il  paziente  13  è  andato  incontro  ad  exitus  per   la  presenza  di comorbilità quali cardiopatia, nefropatia ed insufficienza respiratoria.

RISULTATI

Al  termine  dello studio si è constatato  come  l’efficacia della terapia  cellulare  attiva  abbia dato ottimi  risultati nel 75% dei pazienti trattati, sin dalla prima seduta.

È stato riscontrato, in tutti i pazienti, un’iperemia della zona trattata, soprattutto nelle prime sedute,  effetto temporaneo che tende a svanire dopo qualche ora dal termine del trattamento.

Il 20% dei pazienti ha riferito un aumento della percezione del dolore dell’area trattata nelle ore immediatamente successive al trattamento, ma un netto miglioramento nei giorni seguenti. 

Dei  pazienti  presi  in  esame  10  su  15  erano  destinati  all’intervento chirurgico  di  innesto  cutaneo  ma  soltanto  per  3  di  questi  si  è  reso necessario  ed  inevitabile  a  causa  di  complicanze  e/o  elevati  rischi infettivi.

CONCLUSIONI

Alla luce dei risultati ottenuti il trattamento si è rivelato come valida alternativa non invasiva nella gestione dell’ustione con un impatto positivo sul paziente che comporta un aumento della compliance del paziente. Inoltre  la  velocizzazione  del  processo  di  guarigione,  indotta  con  la terapia  cellulare  attiva,  e  la  possibilità  di  evitare  il  ricorso all’intervento  chirurgico,  potrebbero  comportare  una  riduzione significativa  dei  costi  di  degenza  e  di  sala  operatoria  per  il  Sistema Sanitario Nazionale.

CORRAL-BASQUES MARC IGNASI

Titolo: COME MIGLIORARE L’EFFICACIA E IL PROFILO DI TOLLERANZA DEI TRATTAMENTI ANTI-AGING.

Autore: M.I. Corral-Baqués

Qualifiche e/o istituzioni: MD, PhD su Basic Science. Consigliere Medico presso INDIBA, S.A.

Abstract

Riguardo ai trattamenti anti-ageing, la medicina estetica sta assistendo ad un crescente interesse sull’uso di procedure non-invasive in grado di migliorare non solo l’efficacia ma anche la sicurezza dei trattamenti applicati, tra cui i più comuni sono i fillers e i fili volumizzanti.

 Per i trattamenti volumizzanti, è d’obbligo avere la pelle in buone condizioni perchè sia in grado di sostenere i fillers o i fili. Preparare i tessuti prima dell’intervento faciliterà anche l’esecuzione della procedura riducendone gli effetti collaterali. Per questi due obbiettivi principali l’uso della corrente a 448 kHz (nota anche come TECAR) si è dimostrata una tecnica sicura ed efficace. Di particolare interesse è l’effetto ridensificante di questa corrente quando applicata in forma modulata.

Importante quanto lo stadio pre-operatorio è la fase post-operatoria riguardante il trattamento di effetti collaterali quali infiammazione, edema, ematomi o dolore. Normalmente le correnti standard a radiofrequenza non sono indicate nelle fasi acute, perchè il calore è sempre controindicato. Tuttavia questi tipi di corrente possono essere applicate a una potenza di uscita subtermica (senza riscaldare i tessuti) ed hanno mostrato un effetto rigenerativo e antiinfiammatorio, di particolare interesse nella prima fase di recupero. Le correnti a 448 kHz alla potenza d’uscita subtermale hanno dimostrato la loro capacità di stimolare la proliferazione di cellule staminali e la loro differenziazione. Queste proprietà aiutano a controllare l’infiammazione, di particolare interesse dopo i trattamenti laser frazionati, riducendo i tempi di inattività e il dolore. Ridurre l’infiammazione fin dalle primissime fasi riduce i tempi di inattività e il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria. Non meno importante è l’azione della modalità a modulazione in termini di riassorbimento dell’ematoma.

In conclusione, l’uso combinato di una corrente a 448 kHz nei trattamenti anti-ageing facilita la procedura tecnica e aiuta a ridurre i suoi effetti collaterali riducendo così i tempi di recupero.

ABSTRACT

TITOLO RELAZIONE:

IL LASER ND:YAG NELLE INDICAZIONI VASCOLARI

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

Lo scopo è puntualizzare l’utilizzo del Nd:YAG nelle patologie vascolari del volto e degli arti inferiori

MATERIALI E METODI

È stato utilizzato un laser Nd:YAG 1064 per il trattamento di lesioni vascolari del volto e degli arti inferiori. Quelle del volto sono soprattutto quelle periorbitali delle guance e del naso, mentre quelle degli arti inferiori sono le piccole teleangectasie, le cosiddette lesioni teleangectatic matting inferiori al diametro di 0,2mm.

Vengono puntualizzati il metodo di trattamento, le sedute necessarie, i pregi e le complicanze possibili con fotografie digitalizzate e dermatoscopia.

Inoltre vengono presentati i risultati clinici ed estetici ottenuti rispetto alla scleroterapia classica e ad altri metodi invasivi.

CONCLUSIONI

L’utilizzo del laser Nd:YAG presenta notevoli vantaggi nel trattamento non invasivo delle patologie vascolari del viso e degli arti inferiori, considerando tuttavia limiti e possibili complicanze.

KEYWORDS

Laser Nd:YAG 1064, teleangectasie, varici, scleroterapia, teleangectatic matting

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