LA DERMATITE SEBORROICA FRA VECCHIO E NUOVO

La dermatite seborroica è una malattia infiammatoria della cute, caratterizzata da arrossamento, desquamazione con squame giallastre e untuose, prurito. Le sedi abitualmente coinvolte sono le aree ricche di ghiandole sebacee come le zone centrali del volto, il cuoio capelluto, le regioni presternale e interscapolare.  La malattia può comparire in età pediatrica (la cosiddetta crosta lattea del bambini) e dopo una remissione infantile può ripresentarsi nell’età post puberale. In alcuni casi può rappresentare un grande fastidio per il paziente, sia in relazione alla sensazione di bruciore e prurito che abitualmente provoca, sia per il rossore e le squame che nei momenti di acuzie rappresentano un importante inestetismo del volto. Il coinvolgimento del cuoio capelluto compromette le relazioni sociali a causa del depositarsi della forfora sugli indumenti. La DS ha un decorso cronico-recidivante: risente dello stress, del clima, di stimoli digestivi. Da un punto di vista eziopatogenetico, accanto ad una predisposizione individuale si assiste ad una proliferazione di alcuni ceppi del genere Malassezia. Recenti studi hanno individuato in una alterazione del microbiota cutaneo l’elemento determinante per la comparsa della malattia.

ABSTRACT


FOTOFINDER E COVERAGE VALUE IN TRICOLOGIA

Nicolò Rivetti, Elisa Potettu, Piero Tesauro

Studio Tesauro, Milano

Siamo stati abituati a ritenere che, in quanto dotati di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l'istinto e l'emotività per essere in grado di offrire ai nostri pazienti valutazioni obiettive. Tuttavia, capita spesso che il giudizio che dobbiamo esprimere sia fortemente influenzato da variabili che non siamo in grado di interpretare correttamente. Quando si parla di capelli sappiamo che la densità ed il volume sono influenzati da molte variabili ed è facile compiere errori di valutazione. In particolare, quando non si hanno strumenti di controllo si rischia di sovrautilizzare il proprio intuito.

Questo lavoro desidera illustrare la nostra esperienza clinica e chirurgica riguardante gli ambiti di utilizzo del Fotofinder e del Coverage Value in tricologia e nasce dalla necessità di introdurre criteri oggettivi di valutazione che consentano di dare risposta a situazioni difficili.

È sempre più frequente visitare pazienti delusi, che non riescono a quantificare i vantaggi di una terapia, o pazienti trattati con piani operatori inadeguati al raggiungimento della gradevole copertura che si sarebbero attesi.

L’utilizzo del Fotofinder e del Coverage Value è in grado di migliorare significativamente la qualità del nostro lavoro e la compliance dei pazienti e permette di contrastare pericolosi fenomeni sociali che hanno negli ultimi anni reso la tricologia un ambito in cui il risultato è discutibile e la chirurgia dell’autotrapianto un intervento dalle indicazioni fumose.

Contatti:

Dott. Nicolò Rivetti

Medico Dermatologo

SOVERINA A.

CALVIZIE COMUNE: PROSTAGLANDINE, ISTAMINA ED ANTISTAMINICI.

L'Alopecia Androgenetica (AGA) è una condizione cronica, geneticamente determinata, caratterizzata dalla progressiva miniaturizzazione, depigmentazione e superficializzazione dei follicoli piliferi del cuoio capelluto e dei capelli che ne derivano la cui incidenza si avvicina, nel corso della vita, al 100% negli uomini di razza caucasica.

Fino ad oggi, il ruolo delle prostaglandine nell’ AGA è stato raramente riportato in letteratura. È stato dimostrato che nel cuoio capelluto con AGA, rispetto ai controlli, sono elevati i livelli di prostaglandina D2 sintasi (PTGDS) e del suo prodotto enzimatico, la prostaglandina D2 (PGD2).

Questi risultati implicano un ruolo della PGD2 nella patogenesi dell’AGA e possono suggerire nuovi obiettivi recettoriali per il suo trattamento. Infatti, evidenze recenti mostrano un ruolo delle prostaglandine nella regolazione della crescita dei capelli.

In questo lavoro, partendo da una casistica personale, sono discussi sia i progressi scientifici che le questioni future da affrontare prima di comprendere veramente se questi nuovi approcci terapeutici nell’AGA potranno essere tradotti in interventi significativi per i pazienti.

  1. E . BIANCHI

LA TRICOSCOPIA: UNO STRUMENTO UTILISSIMO NELLA DIAGNOSI DELLE PATOLOGIE DEL FUSTO DEL CAPELLO

La dermoscopia è una metodica diagnostica non invasiva per lo studio delle lesioni pigmentate cutanee, per la diagnosi differenziale tra lesioni benigne e maligne.

L’utilizzo sempre maggiore e la crescente esperienza in questa metodica hanno fatto sì che la dermatoscopia fosse estesa anche allo studio del cuoio capelluto e dei capelli: è nata così la tricoscopia.

Sono stati identificati dei pattern tricoscopici specifici per le alopecie cicatriziali e non cicatriziali che permettono di fare diagnosi o di identificare la sede di una eventuale biopsia.

La tricoscopia inoltre permette di diagnosticare le anormalità del fusto del capello: fratture, restringimenti, rigonfiamenti e bande. Permette inoltre una osservazione accurata e una classificazione dei capelli spezzati.

Presenterò quindi una classificazione di queste anomalie che possono essere individuate con la tricoscopia

Andrea Marliani

TRICOTILLOMANIA - ASPETTI CLINICI E DIAGNOSTICI

La Tricotillomania è un comportamento compulsivo. I pazienti si autoprocurano aree vuote sul cuoio capelluto. Può succedere a ogni età. È un tic importante, diffuso due volte di più nelle donne che negli uomini. Questo gesto di strappare i capelli diventa indispensabile per tenere sotto controllo l'ansia e la tensione.  Serve come una sorta di scarico per placare l’ansia, è un atto di conforto.

Andrea Marliani

TRICOTILLOMANIA - GRANDE SIMULATRICE

Il termine tricotillomania si deve al medico francese Francois Henri Hallopeau che nel 1889 definì tale patologia come “l’abitudine compulsiva che induce a strapparsi ripetutamente peli e capelli”, e deriva dal greco thrix (capelli), tillo (strappare) e mania (mania).

In dermatologia è classificata come una alopecia non cicatriziale da trazione (legata cioè all’impulso di strapparsi i capelli).

È una patologia che colpisce una fascia non ben definita di popolazione.

È comune nei bambini sopra i 2 anni di età, spesso a causa di un evento scatenante come problemi a scuola, in famiglia o legati alla nascita di un fratello. Quando colpisce in età adulta è accompagnata da ansia ed è considerata tra i disturbi ossessivi compulsivi.

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