RIGENERAZIONE DEI CAPELLI CON FATTORI DI CRESCITA PIASTRINICI

Ceccarelli S., Ceccarelli M

Il PRP (plasma ricco di piastrine) , consiste nel preparare plasma ricco di piastrine autologhe da un prelievo di sangue periferico. I granuli alfa contenuti nelle piastrine contengono fattori di crescita che hanno una elevata attività sulla angiogenesi, sul rimodellamento della matrice extracellulare e sulla proliferazione e differenziazione delle cellule stesse. Anche sulla rigenerazione dei capelli, il PRP è ormai un trattamento riconosciuto per stimolare la ricrescita ma soprattutto per potenziare la normale crescita fisiologica dei capelli agendo sulle cellule staminali della matrice del bulbo pilifero (bulge). Oggi, possiamo potenziare questo trattamento con l’aggiunta di un nuovo protocollo che vede in un primo tempo la stimolazione delle cellule sataminali quiescenti (Ceccarelli et all) e successivamente il potenziamento e la differenziazione di quest’ultime con il PRP. Il trattamento si esegue con la attivazione delle cellule staminali mesenchimali e dopo 21 giorni ( tempo in cui ci sarà la massima attivazione delle cellule staminali quiescenti) si effettuerà il PRP. Succesivamente si eseguirà un nuovo trattamento di PRP una volta al mese per tre mesi in considerazione del fatto che i capelli che “saranno stimolati” sono quelli nella fase anagen del ciclo del capello. I risultati mostreranno già dopo tre mesi un ispessimento del capelli trattati. La ricrescita di nuovi capelli risulta essere mediamente più tardiva. Fondamentale è la corretta valutazione del paziente prima di procedere al trattamento con una accurata valutazione clinico-anamnestica.

RIGENERAZIONE VAGINALE CON FATTORI

DI CRESCITA PIASTRINICI

Da alcuni anni c’è stato un rapido incremento delle richieste di trattamenti in ginecologia estetica e funzionale.

Le cause più comuni sono da ascriversi ad una serie di cambiamenti che nel corso degli anni si determinano in questa area, e tra queste sicuramente le più importanti sono la gravidanza e la menopausa.

Le alterazioni più ricorrenti sono la perdita di tono e di elasticità della zona vulvare e la secchezza vaginale.

Entrambe infatti determinano nella donna una sequenza di mutamenti che possono spesso tradursi in disagi funzionali ed estetici i quali, a loro volta, possono influire sulla qualità della vita sia sessuale che di relazione.

Oggi la ginecologia estetica, grazie ad innovativi trattamenti di medicina rigenerativa, è in grado di migliorare sia l’aspetto che la funzionalità vulvo-vaginale, in particolare con l’utilizzo dei fattori di crescita piastrinici, la cui azione riproduttrice di nuovi fibroblasti è ormai nota da anni.

Recentemente questa tecnica è stata perfezionata attraverso degli studi scientifici che hanno dimostrato come una blanda ossidazione, provocata a livello tissutale grazie ad una soluzione apoptosica a base di vitamina C e ferro in diluizione, determina una attivazione delle cellule staminali quiescenti che si differenziano in giovani fibroblasti nell’arco di tre settimane, passate le quali si può intervenire attivando la proliferazione e la funzione metabolica con i fattori di crescita piastrinici.

L’effetto finale quindi è un considerevole aumento del numero dei fibroblasti riprodotti ed un conseguente miglioramento della risposta terapeutica nella zona trattata.

ATTIVAZIONE DELLE CELLULE STAMINALI QUIESCENTI

INTRODUZIONE, OBIETTIVO, SCOPO DELLO STUDIO

Obiettivo dello studio è quello di ottenere biorigenerazione e ringiovanimento tissutale attivando le cellule staminali quiescenti.

OBIETTIVI

Il fine del lavoro è quello di dimostrare la possibilità di ottenere una rigenerazione non con l’ isolamento e l’ introduzione di cellule staminali isolate, ma la possibilità di far differenziare quelle già presenti ma allo stato quiescente.

MATERIALI E METODI

Nei nostril tessuti e nella cute sono presenti cellule staminali quiescenti e queste sottoposte ad un piccolo danno, generato da un leggero aumento dei ROS, si attivano e differenziano rigenerando il tessuto.

RISULTATI

La difficoltà di attivare le cellule staminali senza indurre apoptosi cellulare, evento mal controllabile con le  diverse metodiche studiate, ha indotto ad uno studio bibliografico che ha evidenziato come l’ acido ascorbico in soluzione ferrica adeguatamente dosata, genera la quantità necessaria di ROS per attivare le cellule staminali quiescenti senza indurre apoptosis. Con tale metodica si ottiene nell’ arco di 21 giorni la differenziazione delle cellule staminali. Con la successive introduzione di fattori di crescita piastrinica si ottiene la attivazione e proliferazione  dei fibroblasti neoformati con un reale ringiovanimento tissutale.

CONCLUSIONI

I ROS inducono differenziazione delle cellule staminali quiescenti in nuovi fibroblasti, il PDGF li attiva e stimola l’ attività metabolica con neoformazione di collagene reticolare.

KEYWORDS

Cellule staminali, ROS, PDGF, Acido Ascorbico.

USO CORRETTO DEI FATTORI DI CRESCITA PIASTRINICI NELLA RIGENERAZIONE DELLA CUTE 

 

L'esito clinico della stimolazione biologica con fattori di crescita piastrinici varia per diverse ragioni. Il principale di questi è la corretta separazione e quantizzazione dei fattori da utilizzare.

In particolare, dovremmo prendere in considerazione:

  • • La qualità del tubo utilizzato
  • • La quantità di piastrine presenti nel sangue del paziente
  • • Il valore ematocrito del paziente
  • • Il volume del tessuto da trattare

Si descrive la logica dei diversi punti e lo schema di calcolo necessario per ottenere una risposta clinica corretta.

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