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PREPARAZIONI SCHIARENTI CUTANEE: FORMULAZIONI AL SERVIZIO DELLA MEDICINA ESTETICA

INTRODUZIONE, OBBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO:

L’arte galenica magistrale consente al medico estetico di utilizzare a suo vantaggio numerose sostanze e un numero ancor più elevato di possibili formulazioni allo scopo di attenuare o eliminare le discromie cutanee. L’attività schiarente può essere ottenuta utilizzando strumenti diversi sper caratteristiche strutturali, funzionali e con diverse modalità di applicazione.

L’obbiettivo è quello di esporre un panorama più dettagliato possibile sulle caratteristiche delle preparazioni galeniche e dei prodotti dermatologici, che il medico può utilizzare.

Tali formulazioni sono rappresentate dai peeling professionali sia costituiti da singoli sostanze acide quali: acido Mandelico, Glicolico, Salicilico, Lattico, Piruvico, Salicilico, Fitico, Malico, sia da combinazioni di queste sostanze con altre ad attività complementare che agiscono come antiossidanti oppure come inibitori della Tirosinasi; tra queste vengono recentemente utilizzati oltre a sostanze tradizionali come Arbutina, Acido Ascorbico e acido Fitico, anche peptidi estremamente innovativi ed interessanti; molte di queste sostanze possono essere impiegate in prodotti cosmetici regolarmente notificabili, altre necessitano per essere utilizzate, che vengano richieste a seguito di presentazione di ricetta medica.

Un'altra interessante modalità di veicolazione dei principi attivi utilizzati a scopo schiarente è rappresentato dai prodotti sterili, possono essere applicati utilizzando strumenti di veicolazione idonei che ne favoriscano la penetrazione trans cutanea, oppure iniettati direttamente sotto cute.

CONCLUSIONI

Le formulazioni galeniche magistrali utilizzate per le discromie cutanee sono un valido e indispensabile ausilio terapeutico per il medico estetico, il loro utilizzo, la modulazione della loro efficacia e la gestione dei potenziali effetti collaterali è indice del fatto che la loro gestione debba essere riservata a un medico esperto.

TRATTAMENTO MINI-INVASIVO PER LA CORREZIONE DELLE ORECCHIE PROMINENTI: ESPERIENZA PERSONALE

Antonio Triolo, Dario Palazzolo.

Introduzione: Le orecchie prominenti, più generalmente chiamate orecchie a sventola, possono essere un problema estetico importante, che secondo le statistiche, affligge quasi il 5,6% di tutta la popolazione mondiale.

Inoltre, possono avere un notevole impatto sulla sofferenza psicologica delle persone, causando anche la perdita di fiducia in sé stessi.

L’intervento per correggere le orecchie a sventola più comune è quello dell’otoplastica tradizionale, ma recentemente è stata introdotta una procedura innovativa che consente di correggere la prominenza con una tecnica mininvasiva mediante l’utilizzo di apposite clip metalliche.

Questa procedura mininvasiva è adatta solo alle  persone che hanno la piega dell’antelice poco sviluppata, e non a quelle che presentano un’ipertrofia della conca.

La clip, appositamente progettata per la correzione delle orecchie a sventola, ha una forma ad “U” e permette di creare una nuova piega a livello dell’antelice o accentuando quella naturale già esistente correggendo il difetto. La clip è in nitinol, un dispositivo in lega metallica di titanio e nichel, ampiamente usato in medicina ed è rivestita in oro a 24 carati, per essere meno visibile sotto la pelle.

Materiali e Metodi: I pazienti trattati da Gennaio 2017 ad oggi, sono stati 12, 4 uomini e 8 donne, 4 casi monolaterali. La tecnica utilizzata prevede una fase preparatoria in cui si decide insieme al paziente il tipo e il grado  di correzione che può essere raggiunto mediante il posizionatori esterni  e una fase operatoria in cui viene eseguita un’infiltrazione di 1 cc di anestetico locale (mepivacaina 2%), un’incisione chirurgica di 0,4 cm a livello della piega superiore dell’elice, la creazione  mediante delle forbicine un tunnel tra la cute e la cartilagine auricolare, l’introduzione della clip mediante un apposito introduttore sterile monouso e la sutura in ethilon 6/0.

La rimozione dei punti di sutura avviene dopo 7 giorni. Tutti i pazienti sono starti fotografati nel preoperatorio, dopo l’applicazione dei dispositivi esterni per valutare il grado di correzione, a 1 mese e a 3 mesi.

Risultati: Tutti i pazienti si sono dimostrati soddisfatti del risultato che era perfettamente in linea con le loro aspettative. Sono stati riscontrati come eventi avversi lievi solamente ematomi e gonfiore che sono regrediti tra i 5-10 giorni postoperatori. 

Conclusioni: Questo trattamento miniinvasivo per le orecchie a sventola rappresenta un’ottima alternativa alla chirurgia perché garantisce tempi di guarigione molto più rapidi, non necessita di bendaggi, è una procedura ambulatoriale e permette un ritorno alla vita sociale entro una settimana dall’intervento. Inoltre, l’utilizzo dei dispositivi esterni nella fase preoperatoria permette al paziente di vedere come sarà il risultato e di modularlo in base alle proprie aspettative, tutto ciò garantisce un alto tasso di soddisfazione dei pazienti nel postoperatorio.

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BODY MICROBOTOX - RINGIOVANIMENTO DI AREE DIFFICILI - ASPETTATIVE E CONFERME DI UN’ESPERIENZA PERSONALE

Autori: Dott.ssa M. Castorina, prof. F. Cicirata, dott. A. Screpis, dott. G. Mancini.


INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO


Microbotox è un termine coniato nel 2001 per descrivere la tecnica sviluppata da Woffles Wu (2000) che consiste nella somministrazione di iniezioni multiple intradermiche  di OnabotulinumtoxinA iperdiluita nel viso e collo. Questa procedura ha come target le ghiandole sudoripare e sebacee, assieme alle fibre muscolari lisce che si diramano fino alla superficie del derma su aree del corpo che tendono a perdere precocemente tono e turgore, come l’interno delle braccia e l’interno cosce.

MATERIALI E METODI


La OnabotulinumtoxinA è stata diluita con fisiologica e lidocaina. La formula diluente e la modalità di esecuzione dell’inoculazione costituiscono aspetti importanti della metodica
 Le pazienti sono state trattate a livello dell’interno braccia e dell'interno cosce con tale tecnica

RISULTATI


Il microbotox per il trattamento  dell'interno braccia e dell’interno cosce si è rivelato uno strumento utile ed efficace come alternativa o usilio alla chirurgia per attenuare la lassita’ della texture cutanea e può essere utilizzato come coadiuvante di altre terapie per il trattamento dell’aspetto cutaneo

CONCLUSIONI


Questi primi risultati ottenuti aprono la strada a nuove opzioni di trattamento per il miglioramento della skin quality mediante l’impiego di prodotti iniettabili

KEYWORDS


Microbotox, tossina botulinica, lassità cutanea, interno cosce, interno braccia

POLINUCLEOTIDI  IN MEDICINA ESTETICA E RIGENERATIVA : VALUTAZIONI DOPO  DECENNALE ESPERIENZA

Leda Moro (Roma),  Maurizio Cavallini ( Milano),Sandra Bertollini (Roma), Annamaria Malgioglio( Roma) ,Flavio Grasso (Roma)

INTRODUZIONE / OBBIETTIVI/PREMESSE e scopo

Bypassando la descrizione chimico fisica ormai nota a tutti , scopo di questo lavoro e’ un confronto multicentrico tra cinque colleghi che vantano una vasta e versatile  esperienza di utilizzo clinico, valutando i campi d’azione e i protocolli di ciascuno con l’obiettivo di uniformarli a  linee guida precise.

MATERIALI E METODI

Abbiamo preso in considerazione dei medical device di classe III  viscoelastici contenenti polinucleotidi , iniettabili per via intradermica in siringhe preriempite  e a  diverse  a concentrazione  ( 20 mg/ml, 7,5 mg/ml e 2mg/ml ) da utilizzare per la biorigenerazione dei tessuti in aree corporee con palese deficit di tono ed elasticita’, nelle striae distense  ed in  alcuni casi di alopecia trattati in combinazione con altre tarapie. Abbiamo quindi  selezionato  soltanto  i casi trattati tra il 2016 e il 2018 redigendo una  ristretta casistica  di  1000 casi totali ad epilogo  di piu’ di dieci anni di esperienza. Nel corso del lavoro esporremo quindi le nostre valutazioni sui protocolli in sinergia ad altre strategie terapeutiche moderne , sulle indicazioni e sulle tecniche esecutive.

RISULTATI

L’induzione rigenerativa dei polinucleotidi  rappresenta ormai un’esperienza molto consolidata  , assimilabile da un punto di vista obiettivo ad una ricompattazione cutanea nelle aree lasse, a significativa remissione delle striae e notevoli vantaggi  in campo tricologico. L’ottimizzazione dei risultati recenti e’ peraltro legata alla giusta individuazione dei protocolli combinati con  altre tecniche  innovative .

CONCLUSIONI

I polinucleotidi rappresentano  a tutt’oggi un valido  presidio in medicina estetica, rigenerativa e preventiva con orizzonti sempre piu’ evoluti verso nuove applicazioni cliniche.

PAROLE CHIAVE

Polinucleotidi, device, medicina rigenerativa, alopecia, smagliature

 

 

 

  1. RENZI – KOL MERZ

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ESPERIENZA PERSONALE CON IDROSSIAPATITE DI CALCIO IPERDILUITA PER IL TRATTAMENTO DELLA LASSITA’ NELLE GINOCCHIA: UN ANNO DI ESPERIENZA

INTRODUZIONE

Scopo di questo studio è valutare i risultati che si possono ottenere iniettando soluzioni iperdiluite di idrossiapatite di calcio nel trattamento della lassità delle binocchia.

L’idrossiapatite di calcio ad oggi è un filler molto versatile che permette un aumento volumetrico ma che induce anche una notevole biostimolazione attraverso l’induzione di neosintesi  collagenica. La maggiore diluizione determina una distribuzione in aree più vaste delle sfere di idrossiapatite di calcio amplificando l’effetto biostimolante del prodotto. 

MATERIALI E METODI

Abbiamo preso in esame 15 pazienti trattati con idrossiapatite di calcio iperdiluita nella regione anteriore delle ginocchia. La diluizione del prodotto è stata ottenuta aggiungendo 4,5 ml di soluzione fisiologica sterile. I pazienti arruolati per questo studio non avevano in precedenza mai effettuato alcun trattamento nella stessa sede la tecnica iniettiva utilizzata ha previsto l’uso di microcannule 25G 40 mm con iniezioni lineari retrograde.

Per la valutazione del risultato abbiamo acquisito documentazione fotografica del distretto iniettato a tempo zero e successivamente a 90 giorni dal trattamento.

RISULTATI

Tutti i pazienti hanno notato un consistente miglioramento del distretto trattato. Tale miglioramento è stato successivamente confermato dalle immagini di controllo acquisite a 90 giorni Nei giorni successivi l’intervento nessuno dei pazienti ha riferito complicanze degne di nota. I dati iconografici hanno confermato un buon miglioramento nella lassità cutanea con aumento del tono, della compattezza e dell’aspetto superficiale nelle zone trattate

CONCLUSIONI

L’idrossiapatite di calcio iperdiluita ha dimostrato un notevole miglioramento dei ditsretti iniettati. L’iperdiluizione consente una disribuzione in aree relativamente più ampie delle sfere di idrossiapatite di calcio con conseguente biostimolazione delle stesse.  L’evidenza clinica dei risultati apre nuovi orizzonti nel panorama della biorvitalizzazione cutanea. Piccole dosi di principio attivo (1,5 ml) mettono a diposizione larghe dosi di prodotto (6 ml) con i quali possiamo trattare ampie aree massimizzando i risultati e contenendo in costi per il paziente.

GLI MD CODES® NELLA PRATICA CLINICA: LA REGIONE MENTONIERA, ESPERIENZA PERSONALE

Dr. Nicola Kefalas

Introduzione: la medicina estetica è in continua evoluzione. Lo sviluppo di nuovi prodotti con tecnologie all’avanguardia e di nuovi metodi per l’utilizzo ha indirizzato questo settore della medicina verso nuovi traguardi. Considerando che le possibilità di trattamento sono quasi infinite, è fondamentale capire come ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti.

Gli MD Codes® sviluppati dal Dr. Mauricio De Maio rappresentano la razionalizzazione e schematizzazione di un trattamento ottimale. Le tecniche di trattamento semplificate dagli MD Codes® consentono, unitamente all’impiego di filler a tecnologia VYCROSS™, la formulazione di piani di trattamento a lungo termine, ottenendo risultati naturali e duraturi. La tecnologia Vycross™ presenta due vantaggi fondamentali per il clinico e il paziente: lunga durata del risultato e integrazione tissutale ottimale, che porta a risultati naturali anche durante la mimica facciale.

Il viso può essere suddiviso in unità anatomiche distinte e ogni paziente deve essere valutato e trattato individualmente, con un approccio personalizzato.

Questo studio si è focalizzato sulla zona del mento a conclusione del ciclo di trattamenti dei pazienti, per ottimizzare i risultati ed armonizzare le proporzioni.

Metodi: in questo studio sono stati trattati n° 20 pazienti di età compresa tra i 35 e i 72 anni, allo scopo di creare una corretta proporzione del profilo mandibolare e della proiezione del mento o di ricrearla ove persa in seguito ai naturali processi d’invecchiamento (riduzione di acido ialuronico, di collagene, di tessuto adiposo, di volume osseo). Tutti i pazienti sono stati trattati con filler a tecnologia VYCROSS™ (20mg/ml) con tecnica mista (ago da 27 G e cannula da 25 G), utilizzando gli MD Codes® proposti dal Dr. De Maio e da me integrati e modificati con una pianificazione volumetrica dell’area interessata. Sono state utilizzate in media 3 fiale per paziente (min 2 – max 5) con un massimo di 2 fiale nella stessa sessione di trattamento e con una pausa di almeno un mese tra un trattamento e l’altro. In tutti i casi si è effettuato un controllo a 15 giorni dal trattamento. Non si sono verificate complicanze se non piccoli ematomi in 3 pazienti.

Risultati: utilizzando una tecnica che unisce la schematicità degli MD Codes® alla valutazione volumetrica tridimensionale delle aree da trattare, si è ottenuto un miglioramento delle proporzioni anatomiche dei pazienti con conseguente armonizzazione dell’area del mento e del viso nel suo insieme con un’elevata soddisfazione dei pazienti. La totalità dei pazienti ha infatti riconosciuto un inaspettato miglioramento dell’armonia del proprio viso, segnalato nel 50% dei casi come il trattamento di maggior impatto visivo (escluse le labbra).

Conclusioni: nella mia esperienza, il trattamento della regione mentoniera con filler a tecnologia VYCROSS™ (20mg/ml) con tecnica mista (ago da 27 G e cannula da 25 G), utilizzando gli MD Codes® proposti dal Dr. De Maio integrati da una pianificazione volumetrica, consentono di apportare un miglioramento all’armonia e alle proporzioni del volto con un’elevata soddisfazione dei pazienti.

Keywords: Mento; Vycross; MD Codes; Proporzioni facciali

Suggerimento titolo:

EVOLUZIONE DELLA TECNICA IN MEDICINA ESTETICA: ESPERIENZA PERSONALE CON GLI MD CODES®

Dr. M.T. Saliani

Per la maggior parte delle persone, la mimica facciale e l'espressività del volto rivestono un ruolo essenziale nell'ambito del lavoro e in quello della comunicazione, per questo la comparsa delle rughe e l'accentuazione dei solchi cutanei rappresentano un problema non solo di carattere estetico, ma anche una condizione psicologica di disagio. I filler in gel coesivo a base di acido ialuronico della tecnologia Vycross®, grazie alle loro particolari e uniche caratteristiche, permettono di intervenire sulle depressioni cutanee medie e profonde, in tutte le aree del volto impattate dal naturale processo di invecchiamento, ridonando alla pelle un aspetto più tonico e compatto già dopo il trattamento stesso. L'innovativo approccio degli MD CodesTM, sviluppato dal Dr. Mauricio De Maio e appositamente studiato per i filler della tecnologia Vycross®, consente di individuare con maggiore precisione le aree di iniezione e di scegliere il giusto prodotto sulla base delle caratteristiche individuali di ciascun paziente, permettendo così la creazione di un piano di trattamento olistico e a lungo termine. Viene effettuata un’analisi retrospettiva con l’obiettivo di confrontare approccio, tecnica e risultati rispettivamente prima e dopo l’adozione degli MD CodesTM, allo scopo di evidenziare e razionalizzare i vantaggi ed eventuali limitazioni nell’adozione degli MD CodesTM nella pratica clinica.

Materiali e metodi: 10 pazienti sottoposti a trattamenti di medicina estetica del volto prima dell’impiego degli MD CodesTM vengono confrontati con 10 pazienti trattati con l’approccio MD CodesTM e filler a tecnologia Vycross®. L’analisi viene effettuata confrontando il numero di aree trattate nell’intero volto, numero di fiale di acido ialuronico impiegate per ciascuna seduta, valutazione del risultato effettuata dell’operatore e soddisfazione dei pazienti riportata dall’operatore stesso.

Risultati e discussione: Gli MD Codes® sviluppati dal Dr. Mauricio De Maio rappresentano la razionalizzazione e schematizzazione di un trattamento ottimale. Le tecniche di trattamento semplificate dagli MD Codes® consentono, unitamente all’impiego di filler a tecnologia VYCROSS™, la formulazione di piani di trattamento a lungo termine, ottenendo risultati naturali e duraturi. La tecnologia Vycross™ presenta due vantaggi fondamentali per il clinico e il paziente: lunga durata del risultato e integrazione tissutale ottimale, che porta a risultati naturali anche durante la mimica facciale.

Conclusioni: L’analisi dell’esperienza personale ha rivelato che l’approccio MD Codes® rappresenta una vera e propria evoluzione della tecnica in medicina estetica, consentendo un elevato sviluppo e differenziazione professionale riscontrati sia dai pazienti che dall’operatore stesso.

L’UTILIZZO ALTERNATIVO  DELLA LUCE POLARIZZATA POLICROMATICA NEL TRATTAMENTO DI ALCUNE PATOLOGIE CUTANEE

Obiettivi

Recente letteratura ha dimostrato i vantaggi dell’utilizzo della luce polarizzata policromatica nei vari trattamenti delle patologie cutanee ( cicatrici, esiti di ustione, piaghe da decubito, psoriasi, cheratosi attiniche) e l’energia della luce emessa ( 2,4 jcm2) penetra nella cute  e nei tessuti sottostanti producendo una risposta biologica denominata fotobiostimolazione che scatena diverse reazioni benefiche in senso rigenerativo.

Materiali e Metodi

 Sono stati trattati  pazienti affetti da diverse patologie cutanee ( cicatrici , ulcere, ferite difficili, esiti di ustioni e un caso particolare di esposizione ossea dopo trapianto da cadavere. Il trattamento è stato effettuato da due a tre volte alla settimana per 20 min alla distanza di 10 cm per un totale di sedute variabili (10-15).

Risultati.

In tutti i pazienti trattati non sono stati rilevati effetti collaterali, si è assistito ad una diminuizione della sintomatologia dolorosa là dove era presente valutata preventivamente attraverso scala VAS e  miglioramento clinico delle lesioni  in senso rigenerativo con scomparsa di essudato e dei segni di infezione

Conclusioni

 l’utilizzo di terapie biofisiche come la luce polarizzata policromatica a bassa energia rappresenta un trattamento alternativo, efficace, semplice e piu tollerato rispetto ad altri protocolli Nella medicina rigenerativa.

Certamente andranno condotti ulteriori approfonditi studi per poter standardizzare la metodica e i protocolli specifici ed ampliarne le indicazioni di utilizzo.

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