CASTELLANA 

IL PEELING “INVERSO”: UN NUOVO APPROCCIO AL MELASMA

E’ esperienza comune la difficoltà a trattare in maniera soddisfacente il melasma, sia con mezzi chimici (peeling) che fisici (laser), con risultati spesso deludenti per i pazienti e frustranti per il medico, a causa delle recidive e dei frequenti effetti iatrogeni peggiorativi.

Infatti un approccio troppo aggressivo produce infiammazione profonda e può innescare un effetto rebound con conseguenze decisamente negative.

Gli autori propongono un trattamento medico sequenziale delle macchie dermo-epidermiche, che , come allude il nome,  segue un percorso inverso a quello dei peeling tradizionali, ossia inizia con la rimozione degli accumuli di pigmento melanico ammassati a livello dermico, per poi eliminare per esfoliazione le macchie più superficiali.

Il trattamento procede per 3 fasi:

La 1a fase prevede l’ossidazione della melanina neoformata nel derma ad opera del perossido di idrogeno, veicolato in profondità dal TCA.

La 2° e 3° fase prevedono l’uso in successione di 2 peeling, il primo contenente acido lattico ad elevata concentrazione, il secondo più soft costituito da un pool di altri idrossiacidi.

I tempi di applicazione variabili per ciascuna fase consentono di personalizzare la procedura tenendo conto della tollerabilità individuale.

I pazienti proseguono il trattamento a domicilio con l’applicazione quotidiana di un siero che contiene vari attivi, in grado di intervenire a più livelli nella catena metabolica della melanogenesi ed inibire la formazione di nuovo pigmento.

Gli autori  presentano una breve casistica iniziale molto promettente

IMPIEGO SINERGICO DELLA TOSSINA BOTULINICA NELL'UTILIZZO DEI FILI DI TRAZIONE

Alberto Diaspro MD, MSc

I pazienti tendono a preferire procedure minimamente invasive e sono disposti ad accettare un livello più modesto di miglioramento estetico in cambio di diminuzione della morbilità e rapida guarigione.

Con il progredire del processo di invecchiamento, la gravità causa la formazione di solchi lacrimali, l'approfondimento delle pieghe naso-labiali e melo-mentali e aumenta il grado di pienezza della linea mandibolare, insieme all'azione dei muscoli depressori che diventa più pronunciata di quella degli elevatori, con conseguente caduta dei tessuti.

In questi individui, l’utilizzo di fili di trazione ha un ruolo primario nell'ottenere un ringiovanimento del viso ottimale e naturale.

Inoltre con il processo di invecchiamento i muscoli mimici non subiscono atrofia da disuso a causa del loro uso costante durante l'espressione facciale.

La loro ipercinesia esita, con l'invecchiamento, in una contrazione permanente che segue i vettori di forza che corrono dalla loro origine sulla superficie ossea al loro inserimento nella pelle.

I vettori di invecchiamento gravitazionale e i vettori di contrazione del muscolo mimico non sono quindi gli stessi.

La tossina botulinica è da sempre più utilizzata nel ringiovanimento del viso per riallineare lo squilibrio dei muscoli del viso indebolendo la trazione verso il basso dei depressori e consentendo agli elevatori di sollevare i tessuti in modo compensatorio.

Verranno presentate tecniche di iniezione appropriate e selezionate al fine di ottenere il rilassamento dei muscoli depressori, aumentando così il sollevamento fornito dagli elevatori e migliorando le prestazioni di sollevamento del filo.

BELMONTESI 2

 

TITOLO RELAZIONE:

CHERATOSI ATTINICHE E FOTOAGING SEVERO: DAYLIGHT PDT E GEL NASHA AD AZIONE SKINBOOSTER IN SESSIONI SEQUENZIALI

 

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L’utilizzo della terapia fotodinamica è indicato per il trattamento di cheratosi attiniche lievi / moderate, e si avvale dell’utilizzo di una sostanza fotosensibilizzante in associazione all’esposizione di una fonte luminosa. Il photoaging di grado severo (Glogau) presenta un grado di elastosi marcato e possibile presenza di cheratosi attiniche multiple, perdita di elasticità idratazione e marcata discromia Recente è l’esperienza con daylight PDT che prevede l’applicazione topica di 5-METIL-AMINOLEVULINATO e la successiva esposizione a due ore di luce solare. La terapia induce la formazione di specie reattive dell’ossigeno provocando la necrosi delle cellule bersaglio associato ad azione immunomodulante. Nell’esperienza personale riportata sono stati trattati pazienti con photoaging severo del viso che presentavano più cheratosi attiniche di grado 1-2 (classificazione di Olsen) con un grado di elastosi marcato del viso. Il protocollo utilizzato si avvale di una seduta di daylight PDT con 5-METIL-AMINOLEVULINATO full face a cui seguono a distanza di un mese due sedute di gel NASHA ad azione Skinbooster. Il gel NASHA ad azione Skinbooster viene iniettato con ago (sistema smart-click) 2 ml 20 mg HA nelle zone di maggiore elastosi a livello subdermico, una seduta al mese per due volte. A 90 giorni dalla fase iniziale si effettua la valutazione del paziente, per la guarigione delle cheratosi attiniche e per il miglioramento dell’elastosi cutanea.

 

CONCLUSIONI

L’associazione delle due metodiche a bassa invasività ed ottima compliance del paziente permette una ampia risoluzione delle lesioni precancerose attiniche ed un netto miglioramento della texture cutanea, con evidente riduzione dell’elastosi cutanea. La sinergia dei due trattamenti consente un’azione dermatologica terapeutica associata ad una riduzione del grado di photoaging ed un ringiovanimento dermoestetico della cute.

KEYWORDS

 DAYLIGHT PDT, NASHA, AK

 

 

 

LA REDERMALIZZAZIONE: PRINCIPI SCIENTIFICI

Un recente medical device consente un particolare aumento del derma cutaneo definito col termine di Redermalizzazione.

Il volume del prodotto inserito nella matrice dermica consente, tramite il processo della meccano trasduzione, di effettuare l’ stretching dei fibroblasti con attivazione biochimica di questi.

Inoltre, l’acido succinico, quale componente del Ciclo di Krebs collegato alla Catena del Trasporto degli Elettroni e alla produzione di ATP, consente di fornire l’energia necessari alla formazione di nuova matrice. Si ottiene così un miglioramento estetico della cute, sia del volto che del corpo.

 

ASSOCIAZIONE DI ULTRASUONI MICROFOCALIZZATI E FATTORI DI CRESCITA PIASTRINICI PER IL RINGIOVANIMENTO DEL DERMA.

Introduzione: Gli ultrauoni microfocalizzati possono raggiungere diversi tessuti al di sotto della pelle (fascia muscolare, sottocute e derma profondo) e produrre punti di termocoagulazione dove la temperatura raggiungere i 67°C. Questo induce la denaturazione e la contrazione delle fibre collagene a cui fa’ seguito la produzione di nuovo collagene (endogeno) nell’arco di diverse settimane. I fattori di crescita piastrinici sono utilizzati come fattori di biorigenerazione e bioattivazione dermica per la loro capacità di indurre la produzione di collagene dal fibroblasta.

Materiali e metodi: Abbiamo effettuato uno studio clinico prospettico su 50 pazienti sottoposti all’associazione di ultrasuoni microfocalizzati e fattori di crescita piastrinici per il ringiovanimento del derma omogenei per sesso, età, fototipo. Abbiamo trattato i pazienti con 3 sessioni di ultrasuoni microfocalizzati e 3 sessioni di fattori di crescita piastrinici a distanza di 4 settimane l’uno dall’altro. I risultati clinici sono stati valutati soggettivamente dai pazienti secondo un test di autovalutazione e oggettivamente da due medici indipendenti attraverso una scala di valutazione.

Risultati: La maggioranza dei pazienti (84%) si è ritenuta soddisfatta del trattamento. Anche i medici indipendenti hanno valutato come soddisfacente la differenza clinica tra il pre e post trattamento.

Conclusioni: L’ associazione di ultrasuoni microfocalizzati e fattori di crescita piastrinici è una ottima procedura combinata per il ringiovanimento del derma.

 

SOFT PEELING CON ACIDO MANDELICO E LACTOFERRINA NEL TRATTAMENTO DELLE DISCROMIE.

INTRODUZIONE, OBIETTIVO, SCOPO DELLO STUDIO

 

Scopo di questo lavoro è quello di presentare un nuovo protocollo combinato basato sulla sinergia di : peeling, terapia iniettiva idonea e terapia domiciliare efficacie nel trattamento del foto aging e delle discromie cutanee.

OBIETTIVI


Obiettivo del lavoro, è quello di dimostrare come la sinergia di metodiche e la modularietà dei materiali può incrementare I risultati nel trattamento degli inestetismi da invecchiamento cutaneo.

MATERIALI e METODI

Viene presentato un lavoro basato sulla  la metodica peeling, sfruttando il potere chelante di una nuova sostanza presente in un nuovo soft peel dedicato, alternato con infiltrazioni dermiche di una combinazione di Vitamina C e Glutatione. Inoltre viene presentata una nuova crema depigmentante domiciliare che agisce sui vari livelli della melanogenesi.

RISULTATI

 

I risultati ottenuti sono stati validi sia per il trattamento delle discromie, sia per il miglioramento dello stato cutaneo per incremento dell’ idratazione cutanea e dei segni di fotoaging dovuta alla potente azione antiossidante e chelante della lactoferrina che potenzia l’ azione del protocollo ed il potere schiarente del peeling e della terapia domiciliare.

CONCLUSIONI

 

Il simultaneo miglioramento dell’ invecchiamento cutaneo e delle discromie  ha spinto ad approfondire ed incrementare gli studi su queste innovative metodiche combinate e sinergiche mirate alle cause delle discromie e dell’ aging.

 

KEYWORDS

 

Lactoferrina, Acido ialuronico, Acido mandelico, Depigmentanti.

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