TEAR TROUGH: COME SCEGLIERE LA MIGLIOR OPZIONE DI TRATTAMENTO

Prof. Giuseppe Sito1

1 Direttore Scientifico Master Università Pegaso

Abstract

Introduzione: Il tear trough è una deformità che interessa l’area orbitaria che può essere naturalmente presente in soggetti predisposti e resa più evidente per effetto della scheletrizzazione dovuta al normale processo di invecchiamento. Tuttavia, questa è una regione molto complessa, in quanto presenta caratteristiche anatomiche particolari che devono essere prese in considerazione per ottenere dei buoni risultati e, al tempo stesso, per evitare complicazioni. Per queste ragioni, nel corso degli anni sono state descritte numerose procedure per trattare quest’area difficile che spesso sono in conflitto tra loro.

Obiettivo: Lo scopo di questo studio è stato quello di prendere in esame l’anatomia dell’area del tear trough e descriverne le zone di pericolo. L’autore fa un excurus sulle diverse tecniche, estetiche e chirurgiche, che negli anni si sono evolute per trattare il tear trough e presenta, secondo la sua esperienza personale, la miglior opzione di trattamento per correggere questa deformità.

Metodi: Dal 2014 al 2018 sono stati trattati oltre 500 pazienti utilizzando una tecnica di medicina estetica. In questo studio è stato utilizzato un prodotto a base di acido ialuronico (HA) con queste particolari caratteristiche: un mix di HA crosslinkato e non-crosslinkato (concentrazione totale 15 mg/ml) contenente un cocktail di 14 nutrienti essenziali e lo 0.3% di lidocaina. Questo gel, specificamente progettato per il trattamento del tear trough, è stato iniettato con l’ausilio di un device elettronico. Inoltre, sono state effettuate delle fotografie sia prima che dopo i trattamenti per osservare i risultati ottenuti.

Risultati: L’autore presenta le varie tecniche disponibili per il trattamento del tear trough e la loro evoluzione negli anni. Esso descrive la tecnica che utilizza per la correzione dell’area periorbitale per ottenere i migliori risultati e per evitare complicazioni in quest’area difficile. In particolar modo, presenta i risultati ottenuti utilizzando un gel a base di acido ialuronico specificamente studiato per il tear trough iniettato con un dispositivo elettronico. Nella sua casistica, l’autore non ha avuto gravi complicazioni e quelle lieve entità si sono completamente risolte nel giro pochi giorni.

Conclusioni: Negli ultimi anni c’è stato un incremento nella richiesta del trattamento del tear trough per ripristinare il volume della zona periorbitale. Per questo motivo sono state sviluppate varie strategie per rispondere a questa esigenza che nel tempo si sono evolute e perfezionate. I filler dermici a base di HA rappresentano un’opzione ideale per ripristinare il volume in quest’area ottenendo ottimi risultati, sicuri e di lunga durata. I pazienti che presentano da una media a moderata perdita di volume periorbitale sono degli ottimi candidati per il trattamento con gel a base di HA. Tuttavia, i pazienti che presentano deformità più pronunciate, quali un eccessivo rigonfiamento dei quest’area dovuto al grasso orbitale e ad un eccesso di pelle, è preferibile optare per una tecnica chirurgica.

CARLUCCI

TITOLO RELAZIONE:

APPROCCIO STRATO PER STRATO AL RINGIOVANIMENTO DELL’OCCHIAIA

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

Il solco palpebromalare rappresenta il confine tra due subunità estetiche ma anche - quando marcato -  un carattere antiestetico che conferisce un’apparenza stanca ed invecchiata allo sguardo.

L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le cause anatomiche dell’”occhiaia” per meglio definire un corretto protocollo di trattamento nei vari casi.

MATERIALI E METODI

Studio anatomico su sei cadaveri. Dodici regioni palpebromalari dissezionate. I dati raccolti sono stati utilizzati per definire un algoritmo di trattamento, medico e chirurgico, basato sulla fisiopatogenesi della deformità.

Studio clinico su 40 pazienti, valutando l’efficacia del riempimento con idrossiapatite di calcio al fine di ristabilire la corretta volumetria della regione.

Valutazione dei risultati eseguita sia dal medico che dal paziente confrontando fotografie pre- e post-trattamento.

RISULTATI

Tutti i pazienti trattati con idrossiapatite hanno notato un miglioramento dell’occhiaia. 36 pazienti su 40 si sono definiti pienamente soddisfatti.

Non si sono verificate complicanze vascolari o infettive.

In una paziente si è verificata una discromia della regione trattata.

CONCLUSIONI

Il trattamento della regione dell’occhiaia con idrossiapatite è efficace sia nella correzione volumetrica della deformità, sia nel miglioramento del colorito del solco.

KEYWORDS

Idrossiapatite, occhiaia, solco palpebromalare, terzo medio

 

 

 

NO BAG PER ELIMINARE LE BORSE DEGLI OCCHI

Contenuto e Obiettivi

Il no bag è un trattamento utilizzato per le borse degli occhi e per il ringiovanimento della zona perioculare. Si ottiene per mezzo della radiofrequenza monopolare. E’ una tecnica non chirurgica.

Materiali e Metodi

Sono stati trattati 68 pazienti (58 donne, età media 55 anni; e 10 uomini, età media 54 anni) da giugno 2017 ad oggi. Tutti hanno eseguito il trattamento in una sola seduta. La potenza utilizzata è stata: RANGE 9, la durata dell'impulso è stato di 400msec.

E' necessario eseguire una preparazione con una crema anestetica 1 ora prima. Durante la seduta l'occhio è coperto da uno scudo metallico. La durata per ogni seduta è di 30 min.

Risultati

i risultati sono stati valutati fotograficamente 4 settimane dopo la seduta. Tramite scale di valutazione, è stato valutato che il 90% dei pazienti è soddisfatto del risultato, il dolore è stato valutato come sopportabile. Dopo la seduta occorre un tempo di recupero di 3 giorni a causa del rossore e degli ematomi.

Conclusioni

Nella nostra esperienza il NB si è rivelato un trattamento efficace per il problema delle borse e una valida alternativa non chirurgica alla blefaroplastica. 

APPROCCIO INTRAORALE PER LA CORREZIONE DEL TEAR TROUGH: UN NUOVO METODO PER MIGLIORARE LA PALPEBRA INFERIORE

 

INTRODUZIONE

Con l’invecchiamento i volumi del volto tendono sia perdere la loro pienezza che a separarsi per la presenza di efficientissime strutture di ancoraggio come i “tear Trough ligament”. Il rilascio di questi legamenti, migliore il solco naso-giugale e riduce  l’aspetto stanco del volto facilitando la riunificazione delle regioni anatomiche adiacenti. Noi proponiamo un nuova tecnica per la correzione del tear trough attraverso un approccio intra-orale per raggiungere e rilasciare direttamente i legamenti risparmiando il muscolo orbicolare e riducendo il rischio di ematomi.

PAZIENTI E METODI

37 pazienti sono stati sottoposti a correzione del tear trough mediante un accesso intra-orale, mentre 42 pazienti (84 occhi) mediante accesso percutaneo, tra Gennaio 2015 e Dicembre 2016. Per evitare ecchimosi ed ematomi, tutti i pazienti sono stati trattati mediante l’utilizzo di cannule smusse. La cannula raggiunge direttamente il piano sopra-periosteo e rilascia i legamenti del tear trough attraverso leggeri movimenti rotatori. Sono state valutate la soddisfazione dei pazienti e le complicanze del trattamento.

RRISULTATI

Non sono state riscontrate complicanze maggiori. I pazienti sottoposti a tecnica percutanea hanno riscontrato più dolore (VAS media = 4,3) rispetto alla tecnica intra-orale. Gli ematomi sono stati significativamente più alti nel gruppo trattato con tecnica percutanea (31% vs 4%). I pazienti sono stati significativamente più soddisfatti con approccio intra-orale.

CONCLUSIONI

I principali vantaggi di questa tecnica sono il minor rischio di ematomi, una distribuzione uniforme del filler, minor dolore e la possibilità di interrompere il legamento del tear trough.

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