1. Franco R. Perego

Chirurgia Plastica ed Estetica, Monza

Professore a Contratto, Scuola di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva

Università di Padova

 

“RIGENERA SKIN” E “RRF - RIGENERA RICH FAT” :

 NUOVI PROTOCOLLI DI RIGENERAZIONE CUTANEA E RIPRISTINO VOLUMETRICO DEL VOLTO, COLLO E DECOLLETÈ.

 

 

ABSTRACT

 

Il nuovo protocollo Rigenera Skin consiste nella frammentazione meccanica di un prelievo di cute in particelle talmente piccole (50 micron di diametro)  da essere nutrite per semplice diffusione dal liquido interstiziale, e contenenti cellule vitali e proliferanti, in grado di produrre, una volta innestate nel paziente, isole di tessuto in accrescimento.

Il protocollo RRF-Rigenera Rich Fat consiste nell’arricchimento del tessuto adiposo, aspirato per l’esecuzione di un Lipofilling, per mezzo del disgregato cutaneo ottenuto secondo il protocollo Rigenera Skin.

In entrambi i casi la tecnica prevede un semplice micro-prelievo cutaneo (2,5 mm) eseguito in anestesia locale, che viene disgregato con la metodica “Rigenera” e immediatamente reimpiantato con tecnica mesoterapica standard in sede intradermica e/o sottocutanea, ambulatorialmente, in un’unica seduta, ripetibile a distanza di 12 mesi.

L’utilizzo di uno o di entrambi i protocolli è particolarmente indicato nella prevenzione e cura dei primi segni di invecchiamento cutaneo, per la distensione di rughe e cicatrici chirurgiche e post acneiche e per il ripristino dei volumi di zigomi, guance e solchi palpebrali.

La loro combinazione costituisce una rivoluzionaria piattaforma di lavoro nel settore della rigenerazione cutanea in ambito medico estetico, basata sulla teoria dei micro-innesti e, dopo ormai due anni di studio e applicazione clinica, rappresenta una valida soluzione nelle mani del Chirurgo Plastico, del Dermatologo e del Medico Estetico, che ci pare ampiamente sostenuta sia dai risultati ottenuti che dalla grande accettazione dimostrata dai pazienti di ogni età nei confronti di questa innovativa soluzione, specie alla luce delle sue caratteristiche di assoluta naturalezza e di trattamento autologo.

 

La valutazione e il trattamento delle labbra e, se necessario, del mento rappresentano parteLa valutazione e il trattamento delle labbra e, se necessario, del mento rappresentano parteintegrante di qualunque programma di ringiovanimento e di miglioramento del volto. L’aspettodelle labbra oltre ad eventuali difetti costituzionali, subisce complesse modifiche legate al passaredel tempo; la sporgenza mentoniera presenta notevoli variazioni individuali, in base allecaratteristiche dei tessuti molli e del supporto osseo sinfisario.Il mento quindi può presentare difetti di prominenza, perdita di volume, cedimenti tessutali e rughed’espressione: inestetismi di cui in genere il paziente non è consapevole.L’autore presenta la propria esperienza di trattamento della regione labiomentoniera, grazieall’utilizzo di acidi ialuronici “dinamici” e “statici” in formulazioni diverse e mirate al fine diottenere risultati ottimali e duraturi.

PRESERVARE IL CAPITALE GIOVINEZZA NELLA CUTE: FISIO-RIGENERAZIONE PROGRESSIVA

Antefatto: tra tante proposte terapeutiche è importante recuperare i concetti di fisiologia che permettono la rigenerazione costante della cute. L’accento prevale sulle cellule staminali adulte dello strato germinativo dell’epidermide e su i fibroblasti, in grado di produrre le componenti della matrice extracellulare del derma.

Materiali e metodi: trattamenti rispettosi dell’epidermide con capacità di penetrazione leggera attraverso il corneo con needling  molto superficiale, strategie di soft peeling tamponati, acqua elettro-ionizzata consentono la penetrazione di un complesso peptidico mirato dedicato a colloquiare, fornire messaggi di ottimizzazione, ricostruzione, difesa, idratazione, proliferazione fibroblastica , attraverso la filiera germinativa epidermica, la giunzione dermo-epidermica, arrivando al derma. Aggiungendo la  tecnica iniettiva superficiale mesoterapica si introducono, aminoacidi,  frammenti di acido ialuronico trai 20 ed i 38 monomeri, capaci di legarsi ai recettori dei fibroblasti CD 44, inducendo la produzione di collagene III, di acido ialuronico, elastina, lo stato sol di matrice vitale, eventualmente rinforzando con azione antiossidante. Volendo un’azione più aggressiva per un risultato immediato (effetto waw) si consente secondo i casi una blanda azione lesiva fisica con piccolissime bruciature  con il plasma (folgorazione con gas ionizzato), ben distanziate e localizzate nel tessuto sano. Si effettuano alcune sedute settimanali  e si  prosegue con terapia domiciliare specifica .

Conclusioni: i diversi livelli di invecchiamento cutaneo, possono essere trattati con tecniche innovative ma ben conosciute. Le metodiche in sinergia sono in grado di contrastare la lassità cutanea, mentre recuperano la funzione barriera, della superficie. Recuperato il tetto del sistema diventeranno efficienti le metodiche di ristrutturazione nell’ipoderma.

CARBOSSITERAPIA E SOFT PEELING CON ACIDO MANDELICO NEL RICOMPATTAMENTO DEL VOLTO.

INTRODUZIONE, OBIETTIVO, SCOPO DELLO STUDIO

 

Il fine di questo studio è stato quello di combinare una metodica di superficie come il soft peeling con le proprietà compattanti e di riattivazione metabolica della carbossiterapia

 

OBIETTIVI

L’ obiettivo è stato quello di creare un protocollo semplice e sicuro idoneo a trattare il volto di Pazienti che presentavano lassità cutanea, discromie, e  segni di fotoaging della cute del volto e del contorno perioculare.

MATERIALI e METODI

 

Per lo studio è stata usata una preparazione per peeling a base di acido mandelico con lactoferrina, antiossidanti e quindi con proprietà chelanti, idratanti, schiarenti. Alla metodica peeling sono  state associate applicazioni di CO2 medicale e terapia domiciliare con gel di acido mandelico con antiossidanti e depigmentanti, e crema antiaging con acido ialuronico a basso peso molecolare, antiossidanti ed aminoacidi.

Le sedute di CO2 hanno avuto cadenza settimanale per sei sedute, ogni 2 settimane per quattro sedute, mantenimento mensile. Il peeling al Mandelico è stato effettuato ogni due settimane per quattro volte e ogni tre settimane per tre volte. Terapia domiciliare quotidiana.

RISULTATI

 

I risultati ottenuti sono stati positivi sia per quanto riguarda la luminosità cutanea, il miglioramento della texture, delle deiscromie, del tono cutaneo e del contorno perioculare con riduzione delle piccolo rugosità.

CONCLUSIONI

 

L’ abbinamento della metodica si è dimostrata efficace, ben accettata dai Pazienti con maggiore compliance nei confronti di terapie bioristrutturanti iniettive.

KEYWORDS

 

Acido Mandelico, Lactoferrina, CO2, Peeling, Bioristrutturazione.

 

TITOLO

IMPIEGO DELLA TOSSINA BOTULINICA NELLA PATOLOGIA CICATRIZIALE DEL COLLO

INTRODUZIONE:

 

Le cicatrici rappresentano una condizione al confine tra l’estetica e la patologia funzionale.

Tra gli impieghi non convenzionali della Tossina Botulinica è riportato in letteratura ed è entrato nella pratica clinica il trattamento e la prevenzione di cicatrici ipertrofiche e retraenti.

Il meccanismo d’azione alla base dell’efficacia di tale terapia sembrerebbe risiedere non solo esclusivamente a livello della via di inibizione del rilascio di Acetilcolina, ma anche in altri percorsi  a livello molecolare ancora poco noti e studiati.

MATERIALI E METODI:

 

Si presenta l’impiego della Tossina Botulinica di tipo A (Ona-Botulinum) nel trattamento dei postumi inestetici e invalidanti di cicatrici da tiroidectomia. Le cicatrici trattate apparivano normotrofiche,  ma causavano disturbi aspecifici per le pazienti, tutte di sesso femminile, quali improvvise contrazioni di fibre del muscolo platisma, spontanee o provocate, in punti lontano dalla cicatrice, accompagnate da intenso dolore puntorio, crampiforme o “a scossa elettrica”. Altre pazienti presentavano sintomi da disfagia, compressione, senso di ostruzione, alterazione del timbro della voce, in assenza, accertata, di lesione chirurgica  ai nervi laringei inferiori.

Ipotizzando un imbrigliamento di fibre muscolari del muscolo platisma e/o di terminazioni nervose nella cicatrice , si è proceduto all’infiltrazione di 2 Unità per cm2 di Tossina Botulinica nel contesto del tessuto cicatriziale e delle rimanenti unità  in tutta l’area platismatica del collo con la tecnica del microbotox, per un totale di 50 unità per paziente.

RISULTATI:

 

In tutti i casi si è assistito ad una riduzione della gravità e della frequenza della comparsa della sintomatologia fin dalla prima somministrazione.

Il trattamento si è ripetuto a 6 mesi ottenendo un ulteriore progressivo miglioramento.

In nessun caso, al di là di modeste ecchimosi in qualche punto di inoculo, si sono mai verificati effetti collaterali gravi.

CONCLUSIONI:

L’ infiltrazione con tossina botulinica di cicatrici del collo può considerarsi un’opzione valida  per il controllo di una sintomatologia non gravemente invalidante ma molto  fastidiosa per il paziente e purtroppo spesso poco oggettivabile. Questo approccio conservativo può rappresentare un’alternativa efficace o preliminare a procedure più invasive come lo sbrigliamento chirurgico e il lipofilling

KEYWORDS:

 

Tossina botulinica

Microbotox

Cicatrici collo

Cicatrici da tiroidectomia

TITLE

 

Use of Botulin Toxin in the neck scars pathology

INTRODUCTION

 

Scars represent a limit condition between aesthetics and functional pathology.

Among non-conventional uses of Botulin Toxin, treatment and prevention of hypertrophic and retracting scars are reported in the literature and have started to enter into clinical practice.

The mechanism of action underlying this therapy is supposed to be based not  exclusively on the acetylcholine release inibition pathway, but also on other molecular vias still little known and studied.

MATERIALS AND METHODS

 

We present the use of Botulin Toxin A (Ona-botulinum) in the treatment of the unaesthetic and impairing outcomes of thyroidectomy scars. The treated scars appeared to be normotrophyc but causing aspecific disorders for patients, all females, such as sudden contractions, spontaneous or induced, of Platysma muscle fibers, at sites far from the scar, associated with intense sharp, crampiform, or “electric shock” pain. Other patients presented dysphagia, compression, voice and swallowing symptoms, obstruction sensation, without inferior laryngeal nerves injury.

In the assumption of a Platysma muscolar fibers or nerve endings entanglement in the scar, we proceeded with the injection of 2 Units of Botulin Toxin per cm2 in the scar, distributing the remaining units in all the platysma area in the neck with the microbotox technique, for a total dose of 50 Units per patient.

RESULTS:

 

In all the cases we assisted to a reduction of the gravity and frequency of symptoms since the first treatment session.

The treatment has been repeated after 6 months, achieving a further increasing improvement.

In any case, apart from moderate ecchymosis in the inoculation points, no severe side effects have been reported.

CONCLUSIONS:

 

Botulin Toxin infiltration of neck scars can be considered a valid option for the control of symptoms  that, although not always severely imparing, can be very annoying for the patient and unfortunately often difficult to verify objectively.

This conservative approach can represent an effective alternative or a preliminary step to more invasive procedures, such as  surgical debridement and lipofilling.

KEYWORDS:

 

Botulin Toxin

Microbotox

Neck scars

Tyroidectomy scars

 

TITOLO RELAZIONE:

INVECCHIAMENTO DEL COLLO: APPROCCI COMBINATI PER TARGET DIFFERENTI

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L’invecchiamento cutaneo del collo presenta un’ampia gamma di alternative terapeutiche. Molti fattori sono coinvolti nel processo di invecchiamento di questa regione anatomica. Tra questi, in particolare: cute lassa, variazioni nella deposizione di tessuto adiposo e del tono muscolare.

MATERIALI E METODI

Valutazione clinica del paziente. Classificazione e selezione del paziente e utilizzo di terapie mirate: dalla biostimolazione con idrossiapatite di calcio diluita e tossina botulinica al trattamento con fili di trazione. Criteri di inclusione: maggiorenni, pazienti affetti da lassità cutanea. Criteri di esclusione: malattie severe; lassità severa e marcata deposizione di tessuto adiposo. Trattamenti in sessioni multiple. Controlli a T0 + T30 + T90

Metodi di misurazione ed analisi: Fotografia Digitale.

Valutazione del risultato e del grado di soddisfazione del paziente.

RISULTATI

L’utilizzo di un approccio terapeutico mirato alla correzione delle diverse espressioni morfologiche dell’ageing della regione del collo, con intensità variabile, si è rivelato efficace e in grado di soddisfare le aspettative del paziente.

CONCLUSIONI

Il trattamento mirato e la selezione adeguata dei pazienti si sono rivelati essenziali per il raggiungimento di risultati soddisfacenti nel trattamento degli inestetismi legati al processo di ageing del collo.

KEYWORDS

Collo, idrossiapatite di calcio diluita, fili di trazione, tossina botulinica

ABSTRACT

Antonello Tateo

TRATTAMENTO DELL'INVECCHIAMENTO DEL COLLO E DELLA ZONA MANDIBOLARE CON STRUTTURA MOLECOLARE IBRIDA DELL'ACIDO IALURONICO. STANDARDIZZAZIONE DELLA TECNICA E ASSOCIAZIONE CON I FILLERS.  

SCOPO DELLO STUDIO: L'obiettivo è ottenere una riduzione significativa dell'invecchiamento del collo e della zona mandibolare dopo il trattamento con struttura molecolare ibrida dell'acido ialuronico (HCC) e acido ialuronico cross linked altamente elastico.

 

PREMESSA: Le tecniche di ringiovanimento per il terzo inferiore del volto sono sempre più richieste dai pazienti che non vogliono ricorrere a soluzioni chirurgiche come il lifting chirurgico. Per questo motivo, oggi, vengono studiate soluzioni per il trattamento dell'invecchiamento del collo e della zona mandibolare.

MATERIALI E METODI: Dieci pazienti sono stati sottoposti a trattamento combinato di HCCs nella zona del collo e iniezioni di acido ialuronico cross linked altamente elastico sul piano osseo della linea mandibolare. Gli HCCs, composti da una struttura molecolare ibrida di acido ialuronico a basso peso e ad alto peso, forniscono un effetto tensivo legato alla frazione ad alto peso molecolare che funge da supporto (effetto scaffold) al derma, riempiono il viso e contrastano il rilassamento cutaneo offrendo un effetto lifting e di rimodellamento del viso; inoltre la frazione a basso peso ha un effetto di bio-rigenerazione molecolare che stimola i fibroblasti a produrre sostanze chiave come il collagene, l'elastina e l'acido ialuronico endogeno. Fondamentalmente, HCCs ridensifica la pelle con un effetto lifting senza gli eccessi volumetrici come quelli dei filler cross linked.Le caratteristiche principali dell’HCCs lo rendono utilizzabile con una tecnica specifica chiamata BAP (BIO AESTHETIC POINTS) progettata per il terzo inferiore del viso, un'area estremamente soggetta alla lassità. Questa tecnica prevede l'identificazione di 5 punti di iniezione per ciascuna metà del collo (destra e sinistra). Queste sono 5 aree anatomicamente recettive prive di grandi vasi e rami nervosi. In ciascuno di questi punti, 0,2 ml di prodotto vengono iniettati con un ago da 29 G nel derma superficiale sottocutaneo. Si formerà quindi un pomfo, percepibile solo al tatto, ma non all'occhio e che tenderà a dissolversi nelle successive 48/72 ore man mano che il materiale si diffonde nel derma. La tecnica BAP consente di ridurre al minimo gli effetti collaterali del trattamento. Infatti, riducendo i punti di inoculazione, la formazione di ematomi può essere minimizzata con conseguente minore disagio per i pazienti, massimizzando la diffusione del prodotto nel collo. Il trattamento di ringiovanimento è completato con iniezioni di acido ialuronico a legame incrociato altamente elastico sul piano osseo della linea mandibolare. RISULTATI: Le valutazioni cliniche hanno dimostrato che le aree trattate hanno subito un processo di ringiovanimento grazie agli effetti idratanti e tensori che hanno permesso di rimodellare l’ovale del viso e ridisegnare la linea mandibolare, agendo sulla lassità della pelle del collo. CONCLUSIONE: L'approccio combinato di HCC con acido ialuronico cross linked altamente elastico può sicuramente essere una strategia utile per il trattamento dell'invecchiamento del collo e della zona mandibolare.

 

 

RINGIOVANIMENTO DEL COLLO MEDIANTE LIPOASPIRAZIONE

 

 

INTRODUZIONE

Sempre maggiori sono le richieste di ringiovanimento del volto che interessano in maniera elettiva anche altre regioni anatomiche contigue come volto e decollete.

Oggigiorno la chirurgia plastica  è in grado di soddisfare queste richieste con  metodiche a bassa invasività e  ridotti impegni anestesiologici con  brevi periodi di ricovero.

 

MATERIALI E METODI

 

Procedura: tecnica eseguita in regime ambulatoriale, senza ricovero, in anestesia locale. La metodica impiegata consente da subito il ritorno alla propria abitazione, senza particolare discomfort, con  un ritorno alle normali abitudini di vita rapido se non addirittura immediato.  Dopo aver praticato un’ anestesia locale si procede all’infiltrazione di soluzione fisiologica e adrenalina, il tessuto lipodistrofico viene così rimosso mediante aspirazione manuale con cannule di piccole dimensioni, si procede infine alla regolarizzazione del profilo mandibolare, sutura dell’accesso e medicazione compressiva.

L’impiego di questa tecnica può servire per eliminare un adiposità localizzata sottomentoniera, correggere una ptosi, ripristinare dei volumi perduti,  ridefinire dei profili sfumati, in modo da raggiungere soddisfacenti risultati, per il paziente e per l’operatore, in termini di ringiovanimento del volto con tecniche mini-invasive.

RISULTATI E CONCLUSIONI

Un approccio con lipoaspirazione localizzato  all’area mento-collo può talvolta rappresentare, in pazienti altamente selezionati, una valida alternativa a soluzioni terapeutiche di maggiore impegno.

 

 

 

LA TECNICA LESC NEL TRATTAMENTO DELLA REGIONE DEL COLLO : RIDUZIONE DI VOLUME E RETRAZIONE CUTANEA “LUNCH TIME”

 

STEFANO TOSCHI

Dirigente Medico U.O. Chirurgia Plastica Ospedale dell'Angelo Mestre (VE)- Presidente Associazione Medica LESC

 

Il trattamento della regione del collo presenta il duplice problema di ridurre il volume del tessuto in eccesso, anche se modesto, e di contrastare la lassità cutanea.

Molte volte la risoluzione di questa problematica si avvale dell’utilizzo di tecniche combinate (fili di trazione, Radiofrequenza,Hifu,Lipoaspirazione) non di rado eseguite in tempi diversi.

La liposcultura ad ultrasuoni freddi LESC consente invece di agire in un unico tempo e con un’unica tecnica in modo da rendere il trattamento rapido (circa 20 minuti in tutto) e praticabile a livello ambulatoriale, entrando pertanto di diritto nella sempre più richiesta categoria dei trattamenti estetici “lunch time”.

Viene descritta nel dettaglio la tecnica ed illustrati i risultati ottenuti su diverse tipologie di pazienti

CORREZIONE TERZO INFERIORE DEL VOLTO ABBINANDO ACIDO IALURONICO E SODIO DESOSSICOLATO

Nel normale profilo del mento esistono precise condizioni anatomiche di proiezione e di angoli che il medesimo presente con il margine mandibolare e la posizione del labbro inferiore. La correzione total face del viso quindi deve prendere in considerazione sia sul piano frontale che su quello laterale anche il terzo inferiore includendo il mento.

Nella personale esperienza viene riportato l’approccio doppio : 1) da una parte lo studio della proiezione e della larghezza del mento con la possibilità di correzione mediante filler a base di acido jaluronico volumizzante secondo criteri specifici di punti chiave di iniezione che diano una alta predittività di risultato 2) dall’altra lo studio del profilo sotto mentoniero in cui si verifica sia una parziale lassità cutanea che un accumulo adiposo che si evidenzia ancora maggiormente con la scarsa tonicità sotto mentoniera e che , nella esperienza degli autori, viene corretta mediante infiltrazione intra adiposa di sodio desossicolato in una o piu’ sedute . Viene presentata la personale casistica con descrizione del timing di intervento, della tecnica iniettiva e  dei risultati ottenibili.

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